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Manovra 2022: 63 milioni agli infermieri dei pronto soccorso

di Massimo Canorro

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Il ministero alla Salute ha deciso di creare una nuova indennità. Dal prossimo anno verranno messi a disposizione 90 milioni di euro (63 per i professionisti sanitari e 27 per i medici) destinati a coloro che lavorano nei Pronto soccorso. Un incentivo mediante un articolo che i tecnici del ministro Roberto Speranza inseriranno nella manovra. Il presidente del Nursing Up, De Palma: È andata a segno la nostra battaglia per valorizzare il lavoro degli infermieri in prima linea. Ma il lavoro dei sanitari nell’emergenza rimane durissimo, e la Simeu ha indetto una manifestazione nazionale a Roma il prossimo 17 novembre.

Indennità di Pronto Soccorso calcolata su base oraria: l'ipotesi

È giunta a segno la nostra battaglia per valorizzare il lavoro degli infermieri di Pronto soccorso. Esprime tutta la sua soddisfazione il presidente nazionale del Nursing Up, Antonio De Palma, appresa la notizia che il Ministero alla Salute ha deciso di creare una nuova indennità. Dal primo gennaio 2022, infatti, verranno messi a disposizione 90 milioni di euro per coloro che, infermieri e medici, permettono di tenere aperta 24 ore su 24 quella che viene definita la porta dell’ospedale. Già, perché allo stato attuale presidiare la prima linea è stressante e pericoloso. Non solo per l’emergenza legata alla pandemia ma anche per la richiesta di aiuto di chi ha interrotto (oppure rinviato) le cure a causa del Covid. E ancora, per le costanti aggressioni di pazienti nei confronti dei sanitari. Ragioni per cui infermieri e medici stanno scappando dai pronto soccorso. Così, i tecnici del ministro della Salute, Roberto Speranza, hanno preparato un articolo da inserire all’interno della Manovra 2022 per riconoscere “le particolari condizioni di lavoro” di questo personale dipendente delle aziende e degli enti del Servizio sanitario nazionale.

Nulla di banale né “scontato”, dunque, poiché a suo modo si tratta di una vera e propria rivoluzione, considerando che viene tradotta una nuova indennità accessoria nel comparto sanitario. Sempre all’interno delle norma è previsto che gli importi annui siano di 63 milioni di euro per gli infermieri (che sono circa 25mila) e di 27 milioni per i medici, che sono circa 10mila. Stiamo parlando di denaro in più che entra in busta paga esclusivamente se la presenza in servizio risulta “effettiva”.

Con ogni probabilità, pertanto, l’indennità verrà calcolata su base oraria (si attende, però, la verifica del tenore della disposizione). È pacifico che il professionista che si sposterà lavorare in un altro settore perderà l’aumento previsto.

La novità – che, come anticipato, è stata accolta con felicità dal Nursing Upsiamo fieri che le nostre battaglie abbiano scalfito il muro di cemento armato della politica. E tutto questo, nel delicato e complesso percorso di valorizzazione della categoria, ci obbliga a non fermarci, a continuare a lottare per nuovi traguardi, ha dichiarato ancora De Palma – partirà dal primo gennaio 2022, considerato che appunto è ancorata alla Manovra.

I soldi necessari arriveranno mediante il fondo sanitario nazionale, che è stato incrementato di 2 miliardi all’anno per i prossimi tre anni. Le Regioni pertanto saranno tenute a spendere quella quota del fondo per la nuova indennità, che diverrà parte del rapporto contrattuale e, con ogni probabilità, verrà poi inserito negli accordi collettivi. E su questo il presidente del sindacato degli infermieri interviene: Ben 63 milioni di euro sono stati ufficialmente messi a disposizione degli infermieri italiani che lavorano nei pronto soccorsi. Fanno parte del pacchetto di 90 milioni di risorse (rientranti nel nuovo piano di due miliardi del Fondo sanitario) destinati anche ai medici operativi in quei reparti che hanno subito, più degli altri, l’impatto devastante e inatteso della pandemia. È impossibile non ammettere che ci si trova di fronte ad un tangibile passo in avanti nell’articolato e delicato iter di valorizzazione degli infermieri di casa nostra.

Occorre ribadire che è stato il ministro Speranza a spingere perché nascesse l’indennità e che, a pesare nella sua scelta, sono stati numerosi fattori. Non ultimo, tutt’altro, quello che i Pronto soccorso cercano infermieri e medici da nord a sud: ne hanno vitale urgenza. Ma in quali condizioni lavorano i professionisti già presenti? A non mancare, infatti, sono lo stress e la stanchezza nel fisico e nella mente, come denunciano sindacati e società scientifiche che hanno organizzato, nella giornata di mercoledì 17 novembre, una manifestazione nazionale a Roma.

Da Simeu, la Società italiana della medicina di emergenza-urgenza (che sul sovraccarico dei Pronto soccorso si è già espressa), spiegano in modo assai esplicativo: Le problematiche che ci affliggono sono numerose e non hanno ancora ricevuto costruttive attenzioni. Il personale sanitario all’interno dei Pronto soccorso è carente, mancherebbero infatti 4mila medici e addirittura 10mila infermieri, tanti scelgono di lasciare, appena si apre un concorso per medicina interna sono parecchi quelli che si iscrivono per spostarsi in un reparto giudicato meno faticoso. E ancora, viene lamentato, il 40% dei posti nelle scuole di specializzazione quest’anno sono rimasti vuoti (il lavoro in prima linea non sembra essere attrattivo per i giovani), troppi turni di notte nei quali il lavoro non diminuisce mai, troppi weekend impegnati e appunto, almeno fino ad ora, nessun incentivo economico.

Addirittura quello al pronto soccorso, lamentano dalla Simeu, non ha avuto il riconoscimento di lavoro usurante come invece sono quelli in terapia intensiva e radiologia. La convinzione, dunque, è che il Ministero cercherebbe di frenare la crisi con un’indennità specifica. Da qui l’annuncio: Il prossimo 17 novembre i medici e gli infermieri del Pronto soccorso e del 118 scenderanno in piazza a Roma, per la prima volta, accompagnati da Simeu, per sensibilizzare opinione pubblica e decisori rispetto l’attuale crisi legata alla situazione di disagio lavorativo causato delle carenze strutturali e di organico che si registrano nelle Unità operative di medicina d’urgenza, Pronto Soccorso e 118, in tutta Italia

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Commenti (1)

Francescaud1978

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2 commenti

Solo a chi lavora in pronto soccorso ?

#1

Scusate e tutti gli altri cosa sono Infermieri di categoria inferiore ??????? Ci sono infermieri delle medicine che si fanno un mazzo incredibile ogni giorno gestendo anche urgenze e rischiando di prendere malattie di ogni genere. Io non ho parole.