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Testimonianze

Diario di una notte in pronto soccorso

di Mimma Sternativo

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Strana notte di agosto... quest'anno sembra che la gente non voglia proprio andare in vacanza, forse che non possa andarci? Colpa della crisi, mi dico.

La magia del Pronto Soccorso

La magia delle notti in pronto soccorso

Strana magia le notti in pronto soccorso. A qualunque ora chiunque viene a bussare alla "tua porta" (triage) e per qualunque motivo. Come quel paziente che arriva alle 4 di notte per un fungo al piede e tu sei lì che l'osservi. Cerchi di mantenere una comunicazione non verbale decente, ma ti si annebbiano i pensieri  e vorresti tanto sapere perché proprio in ps? Perché a quell'ora?

Il pronto soccorso é magico. Ci sono i senzatetto che chiedono o sperano di dormire su di un lettino anche "volante" o nel peggiore dei casi su una sedia pur di scappare dal caldo torrido o dal freddo pungente (in inverno) che solo Milano sa regalarti. Ci sono ragazzi, ragazze, uomini e donne che stanotte hanno un po' alzato il gomito e han voglia di portare un po' di allegria anche qui. Ci sono donne piccole e violentate, con la paura negli occhi, picchiate e tradite dai propri "amori".

Tanti senza distinzione di sesso o età, stressati dalla vita e uccisi dalle proprie emozioni. In preda al panico, all'ansia, ai disturbi ossessivi e/o maniacali. Ci sono poi i pazienti cronici, quelli che oramai riconosceresti anche per strada, quello che fino alla fine ha scelto di accendere le sue sigarette e ora paga i debiti ai suoi polmoni chiedendo in credito un po' di ossigeno. C'è chi dalla dipendenza da certe sostanze non riesce proprio a liberarsi, chi in pronto soccorso si sente "a casa", chi anche con un infarto in corso vorrebbe andar via un secondo dopo esser entrato.

Ci sono quei ragazzi, troppo giovani, eppure così adulti che con "un'apparente freddezza" affrontano quel mostro chiamato cancro/leucemia. Tu sei lì al loro fianco e quando riesci a strappare loro un sorriso... beh, quella è magia

Poi ci sono loro: i giovani della terza, quarta (esiste la quinta?) età.  Li vedi lì, troppe volte abbandonati a loro stessi, con i loro visi scarni, le ossa quasi cigolanti, consumati dalla vita. Alcuni sorridono e hanno sempre da raccontarti qualche bella storia vissuta (o forse immaginata), altri t'implorano con i loro occhi bui e chiedono solo di poter morire per poter raggiungere i propri cari. Tu sei lì con loro e speri non accada (a voler essere "distaccati" speri almeno non stanotte).

Ci sono medici, infermieri, oss, tecnici di radiologia tutti in un grosso calderone, stanchi, sorridenti o imbronciati, in lotta con il fisiologico bisogno di dormire, in lotta per rimanere in piedi tra colleghi, pazienti, parenti, burocrazia, 118, polizia e telefoni che squillano.

Li guardi: alcuni pare che si somiglino, così uguali eppure così unici, ognuno con la propria storia (assistenziale e non), "ognuno perso dentro i fatti suoi". Sono magiche queste notti in pronto soccorso.

É magia quando in un collega ritrovi un amico. Uno spettacolo d'arte se poi si trasforma nel principe azzurro tanto sognato (ahimé, so di principi tornati ranocchi). Sono magici perfino i caffè: riescono a corroderti lo stomaco un secondo dopo averli bevuti. Sono magici quei pettegolezzi sentiti qua e là su quel nuovo o vecchio collega, che proprio simpatico simpatico non ti sta. Sono magiche anche quelle macchinette con quei "sani" spuntini delle quattro del mattino.

Pensandoci, sarà per questo che si dice "ci vuol stomaco a fare l'infermiere"?

O ci vuol stomaco per il rischio di ritrovarsi dietro le sbarre ogni secondo che indossi quella divisa? Per le persone che vedi morire? Per gli insulti gratuiti? Per quello stipendio, poi... Per quell'amore incondizionato che ti lega a questa professione e che ti prende pure l'anima e non ti lascia mai, forse nemmeno in vacanza? Non lo so, ma pare che io abbia stomaco. 

Ma eccola qui: è arrivata finalmente. È l'alba. Ancora un paio d'ore e sarai nel tuo bel lettuccio e potrai baciare il tuo compagno/compagna, figlio/figlia e dirti sono a casa. Sana/o e salva/o.

E mi vien da pensare: "We are the champions, my friends and we'll keep on fighting, till the end...we are the champions no time for losers Cause we are the champions, of the world".

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