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Il triage, uno spaccato di società

di Mimma Sternativo

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Protagonisti, rispettosi, prepotenti, bizzari e, soprattutto, spesso impazienti. Basta un turno in triage per avere uno spaccato significativo dei componenti della società contemporanea.

Una giornata con un infermiere di triage per uno spaccato di società

Paziente di 93 anni: bella arzilla, due orecchini d'oro così grandi e pesanti che a me si staccherebbe il lobo dell'orecchio.

Da stamattina succede che... ma in realtà il problema signorina è che a me manca u mare. Agghiu spusatu un lombard, ma a me manca u mare... Mi consolo solo cucinando riso, patate e cozze e focaccia barese... chiedi, chiedi a mio genero, lì.

Sono in turno al triage, sto registrando un paziente, i soccorritori mi stanno raccontando; di solito la prima regola in assoluto è non rivolgere lo sguardo oltre il vetro del bancone triage, neppure per un secondo altrimenti qualcuno ti distrarrà di certo, in barba alla tua attività del momento.

Ecco, l'ho fatto.

Ciao bella, io sono qui da un mese. Mi distraggo, lo guardo stranita. Non pensavo d'essere così lenta, ho creato una tale fila?

Mi guarda, capisce: No, no, io non sto male. Mia moglie è ricoverata da un mese, l'avete ricoverata voi e allora vi vengo a ringraziare ogni giorno!

Scusi quando tocca a me? Guardi che io ora prendo e me ne vado, così vediamo lei cosa fa

Paziente uomo, sulla cinquantina: Scusi, ho un problema - Mi dica – No, no, meglio che veda lei stessa. Si slaccia i pantaloni - Si fermi!

In triage: Da oggi ho dolore toracico, parestesie, mi manca il fiato... In visita col dottore: No, ma non da oggi, da un mese. Anzi, oggi il dolore non c'è.

In triage: Non è possibile aspettare tutte queste ore, io vi denuncio, siete dei farabutti, dei criminali". Dopo 5 minuti in sala visita: "Buonasera dottore. La ringrazio tanto, tantissimo. Sa noi veniamo sempre qui perché siete i più bravi.

Scusi, ma io devo andare a casa non posso aspettare la visita, lo dica lei al dottore. Ho il cane cardiopatico, non posso lasciarlo solo.

Scusi, ma lei chi è? Mi chiami un medico! – Ok, ti ignoro.

Sto aspettando da quattro ore, vi denuncio tutti

Ndriiiiinnnn, telefono.

Pronto?

Mi scusi, sto cerando mio figlio, si chiama X... Non è tornato a casa stanotte, sto chiamando tutti gli ospedali, è lì?

Quale sarà mai la risposta migliore in questi casi per calmare quella madre?

Mio padre ha 80 anni, non può attendere due ore una visita - ha ragione, ma mi ha detto la stessa cosa l'altro parente, perciò suo padre è in coda agli 81enni, 85enni, 86enni...

Ha per caso sentito il suo medico di famiglia? Sì, ho l'appuntamento tra dieci giorni.

Ho una macchia al piede e non so cos'è - Da quanto tempo? Un anno.

Sto registrando una paziente, lei piange, intorno a lei soccorritori rumorosi, parenti altrettanto. Una signora si appiccica al vetro del bancone triage - in barba alla privacy - Scusi, lei è una parente? No. Deve dirmi qualcosa di urgente? - Sì, da una settimana ho...

Mi dica signora, cosa è successo: Sono un medico, sono un avvocato, mi ha mandato il medico, vengo dal tribunale, perché lavoro lì.

Mantieni la giusta comunicazione non verbale.

Triage, paziente straniero, valutazione secondaria esami ematici e rivalutazione. Allora, deve raccogliermi un campione di urine in questo barattolino. Dopo 10 minuti: Infermieraaaa, tenga. Campione di feci nel contenitore.

Mia madre sta male, ha il diabete, si vergogni a lasciarla qui! Se non la fa passare subito chiamo i carabinieri!

Venerdì notte h 3.00. Ndriiiin, suona il telefono. Pronto soccorso? Sì, triage mi dica.

Senti, ho un chicco di mais infilato nell'orecchio. Come faccio, dici che posso morire? (...) Siamo qui tra amici, ci stavamo lanciando chicchi di mais uno su l'altro per scherzare, ho anche usato l'aspirapolvere per toglierlo dall'orecchio, ma niente.

E poi dicono che i giovani non sanno più divertirsi.

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