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Gioie intrecciate a dolori: Ironia della sorte la vita in triage

di Mimma Sternativo

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Diciamocelo, i pazienti non sono tutti uguali. Dovrebbero, ma non lo sono. Si mantiene sempre un atteggiamento professionale, ma con alcuni scatta qualcosa in più. Quel qualcosa che ce li farà ricordare per sempre.

Quelle vite che al Ps si intrecciano alla tua, per un'ora o per sempre

L'ironia della sorte in triage, dove gli opposti si intrecciano continuamente

Ho un'immagine nella mia testa che non va via.

Pronto soccorso, triage. Registravo un giovane paziente che aveva appena tentato il suicidio. Problemi sul lavoro, una lite di troppo con la compagna, forse tragedie personali mai risolte e il cervello che va in tilt per un attimo.

Aveva preso quel coltello, aveva deciso che non era abbastanza forte per continuare a vivere, per continuare a sopportare quel peso che forse mai riuscirà a spiegare ad altri.

Luca non sembrava pentito, aveva lo sguardo perso nel vuoto. Mi guardava, ma credo non ascoltasse davvero le mie parole.

Ho cercato con tutte le forze di trovare un minimo spiraglio di comunicazione con lui, ma ad un certo punto una ragazza di fronte a me ha catturato la mia attenzione.

Non aveva certo quella che si definisce una “bella cera"; era pallida, sembrava stanca, ma stranamente sorrideva.

A dirla tutta, sprizzava gioia da ogni poro. Luisa era qualcosa di buffo ed inconsueto per un ambiente come il triage. Saltellava di gioia davanti al bancone. E per chi conosce il Pronto soccorso sa bene che non capita spesso che qualcuno si presenti così felice.

Perdonami Luca, ma non ho potuto non guardarla, non ho potuto non farmi distrarre.

Luisa cercava di parlarmi. Era evidente che non le importasse troppo dell'altro paziente.

Eppure non c'era nulla di maleducato in lei, solo non riusciva a trattenere la gioia e voleva fare in fretta.

Il suo nuovo polmone finalmente era arrivato e doveva correre, correre a riprendersi la sua giovane vita. Correre, finalmente!

Luisa aveva ricevuto la telefonata dei suoi sogni: un'ultima radiografia di controllo prima di entrare in sala operatoria.

Forse per un attimo anche i loro sguardi si sono incrociati.

Lui voleva la morte, lei chiedeva la vita e nel frattempo qualcun altro stava piangendo per un'altra vita spezzata.

Ironia della sorte, la vita in triage.

Quanti ne avete incontrati di pazienti che ogni tanto vi tornano nella mente? Quanti sono stati i vostri "preferiti"? Chi erano? Quali sono le loro storie?

Diciamocelo: i pazienti non sono tutti uguali, certo si deve mantenere sempre e comunque un atteggiamento professionale, ma con alcuni "scatta la scintilla in più". Quella che ce li farà ricordare per sempre.

Pronto soccorso: vite di pazienti che s'intrecciano alle nostre per qualche minuto, ora o per tutta la vita.

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