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aggressioni in ospedale

Opi Vibo Valentia: patto coi cittadini contro la violenza

di Massimo Canorro

A pochi giorni di distanza, l’ospedale Jazzolino ha fatto da sfondo a due episodi di violenza ai danni di sanitari: nel fatto più recente, un medico è stato aggredito a colpi di stampella dai familiari di un paziente deceduto. L’Omceo e l’Opi di Vibo Valentia: Ci appelliamo alla cittadinanza affinché venga stretto un nuovo patto per sensibilizzare una cultura che eviti la violenza in ogni sua forma.

Stop alle aggressioni ai sanitari, l'appello di infermieri e medici

Un fotogramma del video La violenza ferma tutto prodotto da Nurse24.it in collaborazione con Opi Bologna

Nell’arco di pochi giorni si sono verificati due episodi di aggressione all’ospedale “G. Jazzolino” di Vibo Valentia: prima una dottoressa aggredita all’interno del Pronto soccorso; quindi un medico, aggredito a colpi di stampella alla testa dai familiari di un paziente 80enne deceduto nell’ala Covid.

Entrambi fatti incresciosi, sui quali sono intervenuti l’Omceo e l’Opi di Vibo Valentia, per voce dei rispettivi presidenti Antonino Maglia e Stefano Moscato. Con un comunicato congiunto, esprimono profondo sconcerto e indignazione per i vili atti di aggressione che si sono consumati all’ospedale Jazzolino di Vibo Valentia nel giro di una settimana.

Episodi che Maglia e Moscato condannano con forza perché lontano dalla cultura dei professionisti che hanno fatto della “relazione di aiuto” la ragione del loro agire professionale. Certo, fa riflettere che solo un mese fa, il 12 marzo, si è celebrata la prima Giornata contro la violenza sui sanitari, i medesimi professionisti lodati come eroi nel corso del periodo più oscuro della pandemia e successivamente caduti nell’oblio, tanto che per farsi sentire – e rivendicare i propri diritti – sono sempre di più le manifestazioni di piazza, come la giornata nazionale di sciopero indetta dal Nursing Up lo scorso 8 aprile.

Di certo il Covid ha creato nuove situazioni che hanno determinato un aumento della violenza, come ad esempio l’impossibilità per i parenti di visitare i pazienti ricoverati, ma questo non può dare luogo agli episodi vili di questi giorni, riprendono i presidenti dell’Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri e dell’Ordine delle professioni infermieristiche di Vibo Valentia.

Ad ogni modo, nell’esprimere profonda solidarietà ai colleghi colpiti da questi brutali attacchi (tra gli accorgimenti che si stanno prendendo in tutta Italia per arginare il fenomeno, c’è quello dell’Istituto di Malattie Infettive di Roma, che ha diffuso un manuale di autodifesa, per preparare infermieri e medici a difendersi da eventuali rischi di violenze verbali e fisiche, mentre al policlinico Sant’Orsola e presso l’Azienda Usl di Bologna ha preso il via la sperimentazione del gilet anti-aggressione per i sanitari che lavorano in solitudine) gli ordini dei medici e degli infermieri chiedono con forza che la sicurezza dei sanitari diventi la priorità, insieme alla necessità di soddisfare i bisogni degli assistiti.

Rimarcando: Non si può instaurare la relazione di cura se l’utenza non ha fiducia nel personale sanitario e per questo facciamo appello alla cittadinanza affinché venga stretto un nuovo patto che miri a sensibilizzare una cultura per evitare la violenza in tutte le sue forme. Quindi i due ordini professionali si appellano alle istituzioni, ai sindacati alla società civile, alla politica, per l’apertura di un tavolo di confronto immediato che punti costruire un percorso unitario di rinascita del sistema sanitario vibonese.

Sui due episodi di violenza all’ospedale Jazzolino si è espresso il consigliere regionale della Calabria, Antonio Lo Schiavo: Entrambi esecrabili, da condannare sempre e comunque, sono l’altra faccia della medaglia di una sanità in profonda sofferenza che non è in grado di assicurare il pieno compimento del diritto alla salute dei cittadini né di tutelare il proprio personale in termini di qualità del lavoro.

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