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Patologia

Binge Eating Disorder (BED)

di Monica Vaccaretti

Il disturbo da alimentazione incontrollata è noto nella letteratura scientifica come Binge Eating Disorder (BED). Individuato da Stunk nel 1959 e classificato nel DSM IV, è un disturbo del comportamento alimentare atipico caratterizzato dalla tendenza a mangiare in modo incontrollato, esagerato, disfunzionale in risposta consolatoria a stimoli emotivi negativi.

Cos'è il Binge Eating Disorder

Si tratta di una ingestione compulsiva di cibo - caratterizzata da crisi di ingordigia e irresistibile bramosia di cibo, tipica della bulimia - che non è seguita da regolari comportamenti compensatori per controllare il peso, a differenza della bulimia nervosa, quali vomito autoindotto, abuso di lassativi, digiuno prolungato ed eccessivo esercizio fisico. È correlato ad una profonda sofferenza psicologica e ad un marcato disagio psichico. Le persone affette da BED soffrono di crisi iperfagiche compulsive accompagnate da un forte disagio psicologico e seguite da un senso di colpa e vergogna.

Questo disturbo della nutrizione e dell'alimentazione colpisce comunemente persone obese o in notevole sovrappeso che stanno cercando di perdere peso attraverso trattamenti per l'obesità. Secondo studi retrospettivi e i dati epidemiologici forniti dall'OMS, la gravità del disturbo sarebbe correlata al grado di sovrappeso, all'insoddisfazione per l'immagine corporea e al frequente ricorso a diete dimagranti sino alla chirurgia bariatrica. Tuttavia in questo disturbo non si rileva una spiccata polarizzazione del pensiero sul cibo, sul peso e sull'aspetto fisico, come tipicamente capita nella bulimia e nell'anoressia nervosa.

Il disturbo si caratterizza per ripetuti episodi in cui si assumono grandi quantità di cibo in un tempo relativamente breve con la sensazione di non sapersi controllare su cosa e quanto si sta mangiando. Secondo alcuni studi queste abbuffate potrebbero rappresentare inconsciamente una fuga o un blocco emotivo e del pensiero di fronte ad uno stato emotivo percepito come intollerabile. Altri studi evidenziano che il disturbo, rappresentando una difficoltà nella gestione degli impulsi naturali, può innescare altri comportamenti impulsivi come:

  • etilismo
  • tossicodipendenza
  • autolesionismo
  • cleptomania
  • promiscuità sessuale

Cause del Binge Eating Disorder

L'eziologia è complessa e multifattoriale. Le cause del disturbo sono legate a:

  • fattori fisici
  • fattori ambientali
  • fattori di personalità

Secondo i dati della letteratura sono considerati fattori di rischio e predisponenti allo sviluppo della patologia:

  • fattori genetici
  • fattori neuroendocrini
  • fattori evolutivi
  • fattori affettivi
  • fattori culturali
  • fattori psicosociali

L'insorgenza del disturbo sembra sia favorito soprattutto da:

  • difficili esperienze di vita infantile
  • presenza di disturbi depressivi nei genitori
  • tendenza all'obesità
  • ripetuta esposizione a commenti negativi sulla forma fisica
  • peso
  • modalità di alimentazione

Recenti studi hanno evidenziato che nei soggetti obesi specifiche alterazioni di ormoni e neurotrasmettitori – presenti nel cervello e a livello gastroenterico che regolano appetito, sazietà e stimolo all'assunzione di cibo - potrebbero avere un ruolo decisivo nel favorire la comparsa delle crisi iperfagiche.

Diagnosi del Binge Eating Disorder

I criteri diagnostici sono:

  • episodi ricorrenti di abbuffate
  • marcato disagio nei confronti del comportamento bulimico
  • frequenza di almeno 2 giorni la settimana per un periodo di almeno 6 mesi
  • episodi bulimici che non si associano a metodi di compenso:
  1. vomito autoindotto
  2. abuso di lassativi
  3. esercizio fisico intenso

Per formulare una diagnosi devono inoltre essere presenti almeno tre caratteristiche tipiche delle abitudini alimentari:

  • mangiare molto più rapidamente del normale
  • mangiare fino a sentirsi spiacevolmente pieni
  • mangiare grandi quantità di cibo senza appetito e fame
  • mangiare in solitudine per vergogna
  • provare disgusto verso di sé
  • depressione e senso di colpa dopo ogni episodio

Complicanze del Binge Eating Disorder

Il modo non controllato di alimentarsi determina un notevole aumento ponderale, spesso con andamento fluttuante come avviene con il drop-out ossia una minore perdita di peso o un più rapido recupero dello stesso. Poiché l'eccessivo introito calorico delle abbuffate non è contrastato, neppure in modo inappropriato, da pratiche di compenso, il disturbo porta a sviluppare vari gradi di obesità. E le maggiori complicanze organiche del disturbo, la cui incidenza è correlata alla gravità del sovrappeso, sono quelle legate proprio all'obesità:

Il disturbo incide notevolmente sulla sfera relazionale della persona determinando un peggioramento significativo della qualità di vita, a causa delle problematiche di salute, del disagio psicologico e dell'isolamento sociale che vanno anche ad instaurare o a peggiorare stati d'ansia e di depressione.

Trattamento del Binge Eating Disorder

In letteratura i dati relativi al trattamento e all'efficacia delle terapie adottate sono pochi. Certamente l'obiettivo principale è interrompere il binge eating. Non lo si può fare drasticamente con una dieta rigida ed improvvisa perché andrebbe ad aumentare la fame e a scatenare le crisi, in una pericolosa alternanza di calo ponderale e recupero del peso.

Alcuni dati evidenziano che una terapia farmacologica con antidepressivi riduce in modo significativo la frequenza delle abbuffate e potenzia l'efficacia dell'intervento psicoterapeutico. La psicoterapia, individuale e di gruppo, e la terapia cognitivo comportamentale dell'obesità sembrano avere buoni risultati a lungo termine: occorre ridefinire il rapporto con il cibo e fornire al paziente gli strumenti per reagire a stimoli emozionali negativi che scatenano le crisi.

Il miglior trattamento terapeutico riabilitativo deve essere messo in atto da un team multidisciplinare di specialisti (psicologi, psichiatri, dietisti, endocrinologi): è necessario infatti gestire i disturbi organici e definire un piano alimentare adeguato alla consistente perdita di peso necessaria e correggere altresì i modelli mentali e comportamentali disturbati.

Per raggiungere tali obiettivi può essere necessario talvolta un regime di ricovero, anche in centri specializzati in disturbi alimentari. In alcuni casi particolarmente gravi, quando il paziente non è in grado di aderire a piani dietetici per il dimagrimento, possono essere assunti dei farmaci che riducono la sensazione di fame o l'assorbimento dei nutrienti oppure si può ricorrere ad interventi chirurgici che interferiscono con l'assunzione di cibo e la sua assimilazione (palloncino, bendaggio gastrico, riduzione delle dimensioni dello stomaco, bypass gastroduodenale).

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