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FNOPI

Congresso 2018: Spazio alle idee e alle buone pratiche

di Sara Di Santo

Con la presentazione di esperienze di buone pratiche entra nel vivo il Congresso nazionale degli infermieri 2018, il primo dell’era Fnopi. Sul palco dell’Auditorium del parco della Musica diciotto colleghi hanno illustrato altrettanti progetti di ricerca, spaziando tra implementazione di nuovi modelli organizzativi, analisi di concetti difficilmente misurabili, ma estremamente impattanti sull’assistenza come quello di dignità percepita in sanità e l’appropriatezza delle cure. Previste per il pomeriggio tavole rotonde sulla sicurezza e sulla partnership con le altre professioni.

Fnopi, tra esperienze e buone pratiche: La seconda giornata del congresso

Maria Adele Schirru - vice presidente uscente - e Giancarlo Cicolini - tesoriere - hanno moderato la carrellata di esperienze di buone pratiche che ha aperto la seconda giornata del Congresso Fnopi 2018.

Entrano così nel vivo i lavori congressuali, che con la presentazione di esperienze di buone pratiche, hanno dato ampio spazio ad idee, progetti e realtà sviluppate a dimostrazione delle capacità proattive ed attuative degli infermieri.

E proprio la condivisione di queste esperienze rispecchia al meglio “l’impronta” che gli infermieri lasciano sul sistema salute, in linea con la scelta del filo conduttore dell’intero Congresso.

Tra i temi trattati: l’implementazione di nuovi modelli organizzativi in risposta alle esigenze della popolazione (tra invecchiamento e comorbidità), studi qualitativi sui livelli di qualità di vita percepiti in differenti setting assistenziali (dalle terapie intensive pediatriche, ai reparti di gestione dei post-acuti) sia dai pazienti che dai familiari, analisi di concetti difficilmente misurabili, ma fortemente impattanti sull’assistenza come quello di dignità percepita in sanità e primi approcci dell’ingresso in Italia di una specializzazione infermieristica come quella del Bone Care Nurse (l’infermiere con conoscenze approfondite sulle malattie metaboliche dell’osso).

E ancora: educazione terapeutica al paziente e al caregiver, importanza del tutoraggio clinico in ambito sanitario per gli studenti di Infermieristica e la sfida delle terapie intensive aperte, con il relativo studio volto a migliorare la comunicazione con i parenti dei ricoverati.

Non sono mancate poi relazioni su survey riguardanti temi sempre “caldi” per l’esercizio professionale, come il fenomeno delle aggressioni agli infermieri, gli episodi di mobbing in ambiente sanitario e le manifestazioni di demotivazione e demansionamento da perdita di chance lavorative.

Una mattinata ricca di contenuti, emblematica nell’esprimere la capacità della professione infermieristica di ripensare e ripensarsi dentro l’organizzazione e secondo processi che orientino l’agire a favore dei bisogni di un’utenza in continuo e fisiologico mutamento e per aggiornare il sistema salute.

Mondo del lavoro: Esercitare in sicurezza

Il clima si è scaldato nel primo pomeriggio quando, durante la sessione su “Mondo del lavoro: esercitare in sicurezza”, alcuni membri del parterre hanno utilizzato alcuni “termini che suscitano sensibilità particolari tra gli infermieri”, che da vent’anni la professione cerca di abbandonare.

Ma è stata la stessa presidente Fnopi, Barbara Mangiacavalli, a placare prontamente gli animi, sottolineando l’importanza di un dibattito come quello in corso: “Stiamo dibattendo su un tema – quello della sicurezza - che fino ad oggi non ci era mai stato possibile affrontare in questi termini e con questi interlocutori. È un confronto importante, perché dimostra la disponibilità delle istituzioni a lavorare in sinergia con noi”.

A discutere sul tema sicurezza, infatti, sono stati i rappresentanti Inail, Pasquale di Palma, ConfCooperative, Francesco Giuffrida, Uneba, Franco Massi, Aiop, Emmanuel Miraglia, Fiaso, Francesco Ripa di Meana, e Fnopi, con Franco Vallicella e la stessa Mangiacavalli.

Tanti i temi correlati messi sul piatto: riconoscimento delle malattie professionali, prevenzione del rischio di infortunio e del quasi-infortunio, riduzione e invecchiamento del personale, rapporto infermieri-pazienti e infermieri-medici, prospettive di crescita dell'autonomia professionale infermieristica.

Su quest'ultimo punto, interessante l'intervento del presidente Fiaso, Francesco Ripa di Meana, che ha portato l'esempio dell'infermiere case manager, "che si trova ad esercitare un ruolo organizzativo anche nei confronti dei medici, in un’ottica trasversale di risposta al bisogno di salute del paziente".

È stata poi la volta degli interventi dei rappresentanti sindacali di Cgil, Cisl, Uil, Nursing Up, Nursind, Fials, Fsi e Ugl che hanno ribadito l’importanza della partecipazione degli infermieri nella contrattazione, per riconquistare la possibilità di tornare a discutere di organizzazione dei servizi, di orario di lavoro e di flessibilità di lavoro. Tutti temi strettamente correlati con il tema sicurezza.

Esercitare in partnership con le altre professioni

Competente, includente, strutturante, leale, consapevole, vicina, costruttiva, empatica.

Questi gli aggettivi con i quali i partecipanti alla tavola rotonda della terza sessione del Congresso hanno definito il concetto di "esercitare in partnership con le altre professioni".

A discuterne, moderati dalla giornalista Maria Concetta Mattei, il presidente Fnomceo, Filippo Anelli, il presidente Simg, Claudio Cricelli, il vicepresidente Aifec, Ginetto Menarello, il presidente Aniarti, Fabrizio Moggia, la vicepresidente Fnopi, Ausilia Pulimeno e Rossana Augenti, Direttore generale delle Professioni sanitarie e delle Risorse umane Ministero della Salute.

Inclusione e partnership sono la rappresentazione plastica di quella che è già la realtà, ha sottolineato Mangiacavalli, ed è impensabile oggi che l’assistenza sia erogata da una sola figura professionale; tutto deve essere in mano ad un team di professionisti che si dedicano alla cura della persona.

"Occorre modificare la governance in modo tale che i professionisti assumano maggiore responsabilità anche nella gestione - le ha fatto eco Anelli - così si realizza la sinergia tra professionisti e si raggiungono gli obiettivi di salute".

E Johnny prese il fucile. Lo spettacolo teatrale

A chiudere la giornata, lo spettacolo teatrale “E Johnny prese il fucile”, tratto dall’opera di Dalton Trumbo, da cui il film del 1971 premiato a Cannes.

La storia racconta del reduce Joe Bonham, grande invalido della I° Guerra Mondiale, che non accetta una vita da “residuato bellico umano” e, per reazione, si fa icona vivente dell’orrore della guerra ed ambisce ad essere mostrato in giro per fiere e congressi per condannare il terrore in divisa e la disumanità del militarismo.

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