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Emergenza-Urgenza

Ausl Bologna: medico in ambulanza serve in 4 casi su 100

di Redazione

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La presenza del medico in ambulanza? È necessaria solo in quattro casi su 100. Dati alla mano, l'Ausl di Bologna risponde così alle polemiche sorte nei giorni scorsi dopo la decisione dell'Ordine dei medici di radiare l'assessore regionale alla Sanità, Sergio Venturi, 'reo' di aver portato in Giunta nel 2016 la delibera sul riassetto del 118 che prevede, tra le altre cose, il soccorso in ambulanza fatto da infermieri specializzati e senza il medico a bordo.

Ambulanze senza medici, Ausl Bologna fa quadrato in difesa di Venturi

La presenza del medico in ambulanza, secondo i dati riportati da Ausl BO, è necessaria in 4 casi su 100

L'occasione è la conferenza stampa organizzata dall'Ausl nella centrale operativa del 118, all'ospedale Maggiore.

A Bologna e provincia, nel 12% dei soccorsi viene inviato anche il medico e nel 44% l'intervento è condotto da mezzi infermieristici. Secondo i dati di tutte le centrali 118 regionali, però, la presenza del medico è necessaria solo nel 4% dei casi e quella dell'infermiere nel 10%.

Come riassume Nicola Binetti, direttore del Pronto soccorso dell'Area nord, da un lato ci sono dati e risultati dimostrati scientificamente. Dall'altro opinioni e disinformazione. In parole povere, rivendica l'Ausl, il sistema dell'emergenza-urgenza funziona.

E il messaggio è diretto in particolare al presidente dell'Ordine dei medici, Giancarlo Pizza. L'Ordine dei medici nasce per tutelare gli iscritti - afferma la direttrice dell'Ausl, Giulia Gibertoni - è inaccettabile che colpisca un singolo individuo rispetto a un sistema più ampio di regole condivise. L'Ordine sta andando in una direzione contraria a ciò per cui è nato e lo dimostra quanti medici ha dovuto colpire. Sette sono stati i procedimenti a carico dei nostri medici, che facevano il loro dovere in coscienza. È un metodo inaccettabile.

Sospesi per sei mesi dall'Ordine dei medici sono stati negli anni scorsi proprio i vertici dell'emergenza-urgenza di Bologna: Giovanni Gordini, Cosimo Picoco e Nicola Binetti. Il provvedimento è stato impugnato dai tre medici e la commissione nazionale (Ceps) ha sancito la prescrizione.

Ma siccome ne vogliamo uscire puliti - spiega lo stesso Gordini - abbiamo presentato ricorso in Cassazione. Stiamo aspettando che si pronunci.

I vertici dell'Ausl di Bologna quindi fanno ancora una volta quadrato in difesa di Venturi.

Secondo Gordini, direttore del dipartimento Emergenza, il provvedimento è fuori contesto, perché l'assessore ha agito nel suo ruolo politico. Sarebbe stato divertente inseguire l'Ordine degli Architetti quando assessore era Bissoni... Allo stesso modo erano spropositate anche le sanzioni per gli altri medici che hanno disegnato e applicato procedure che derivano da dimostrazioni scientifiche.

E aggiunge: Se oggi anche i 'laici' possono usare il defibrillatore, la discussione sulle competenze di medici e infermieri è antistorica. In ogni caso, punge Gordini, non è detto che l'Ordine sia rappresentativo di tutti, a votare del resto sono andati in pochi. Noi siamo qui per difendere non un pezzo della categoria, ma un intero sistema dalla controinformazione.

Secondo Giuseppe Di Pasquale, direttore del dipartimento Medico, l'Ordine deve tutelare anche i cittadini e così non lo fa, perché va contro un'organizzazione che funziona bene da anni. Sono atteggiamenti che vanno contro la storia. Chiosa Oscar Dell'Arciprete, coordinatore della centrale operativa del 118 Emilia est. I nostri infermieri sono formati, hanno esperienza e il supporto tecnologico - rivendica - le professioni lavorano insieme.

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