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Seduta emodialitica, fasi e responsabilità dell'infermiere

di Alba Tavolaro

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L’obiettivo della dialisi non è sostituire tutte le funzioni del rene, ma depurare l’organismo dalle sostanze tossiche che si accumulano nel sangue a seguito della perdita della funzione escretoria, ripristinare l’equilibrio idro-elettrolitico, controllare l’acqua corporea, che non viene più eliminata adeguatamente e, infine, ripristinare l’equilibrio acido-base.

Seduta di emodialisi

Che cos'è l'emodialisi?

Le principali funzioni del rene sono il controllo dell’equilibrio idro-elettrolitico, il controllo dell’equilibrio acido-base - in quanto responsabile dell’escrezione sia degli acidi che delle basi non volatili e contribuisce a mantenere il pH ematico entro i range - l’eliminazione dei cataboliti azotati, il controllo del metabolismo calcio-fosforo, la funzione endocrina con la produzione di ormoni - quali l’eritropoietina, che stimola la produzione midollare dei globuli rossi, la renina, che innesca il complesso meccanismo del sistema renina-angiotensina per il controllo della pressione arteriosa - l’attivazione della vitamina D utile al riassorbimento intestinale di calcio, la mobilizzazione di calcio dall’osso, l’inibizione della sintesi di paratormone.

L’insufficienza renale cronica è una complessa sindrome caratterizzata dalla progressiva e permanente perdita delle funzioni sopradescritte dei reni, classificata in 5 stadi a seconda della progressione del deterioramento della funzionalità renale, la quale si misura attraverso il valore del filtrato glomerulare.

Nella fase terminale della malattia le opzioni terapeutiche, oltre che la terapia farmacologica di supporto, sono il trattamento sostitutivo insieme al trapianto renale.

L’obiettivo della dialisi non è sostituire tutte le funzioni del rene, ma depurare l’organismo dalle sostanze tossiche che si accumulano nel sangue a seguito della perdita della funzione escretoria, ripristinare l’equilibrio idro-elettrolitico - poiché alcuni elettroliti si accumulano pericolosamente come il potassio ed altri, invece, si riducono, come per esempio il calcio - controllare l’acqua corporea, che non viene più eliminata adeguatamente e, infine, ripristinare l’equilibrio acido-base.

Il procedimento depurativo avviene attraverso meccanismi chimico-fisici e si realizza grazie ad una membrana semipermeabile che consente il passaggio di acqua e particelle separando il sangue da una soluzione cosiddetta dializzante, nella quale vi è una concentrazione nota di soluti, i quali, per diffusione e/o convezione, si spostano da un compartimento (sangue) all’altro (dialisato).

Per l’emodialisi le membrane utilizzate vengono assemblate sotto forma di capillari sintetici che formano il cosiddetto “filtro”, mentre per la dialisi peritoneale la membrana utilizzata è endogena ed è appunto la membrana peritoneale.

L’emodialisi e l’infermiere esperto

Il trattamento dialitico più utilizzato è l’emodialisi, che generalmente si esegue in centri ospedalieri ed è gestito da infermieri esperti.

L’infermiere, dunque, è colui che è responsabile sia della gestione tecnica del Rene Artificiale - dalla preparazione dell’apparecchiatura, alla gestione delle complicanze tecniche fino alla conclusione del trattamento - che della complessa gestione clinica del malato sottoposto al trattamento dialitico, che va dal corretto management dell’accesso vascolare (Fistola Artero-Venosa o CVC), passando per il monitoraggio dei parametri clinici e la cura della sfera relazionale, fino alla prevenzione e gestione delle complicanze intradialitiche fino al termine della seduta dialitica.

Le fasi della seduta emodialitica

Per meglio descrivere come si svolge la singola sessione si può suddividere l’attività dell’infermiere in tre fasi:

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