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Assistenza Infermieristica

Paziente emodializzato con lesioni vascolari agli arti

di Redazione

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Tra le complicanze più frequenti del paziente emodializzato vi è l'insorgenza di lesioni cutanee agli arti dovute principalmente alla concomitanza con altre patologie quali alterazioni biochimiche del metabolismo minerale e osseo, arteriopatia obliterante periferica e diabete mellito. Un gruppo di autori dell'Azienda Ospedaliera di Padova e Università di Padova ha elaborato un percorso assistenziale per la gestione del paziente emodializzato con le lesioni vascolari agli arti al fine di ottenere un approccio strutturato ed articolato in sequenza a partire dai primi segnali fino alla corretta esecuzione della terapia.

Lesioni vascolari nel paziente emodializzato: il percorso assistenziale

La MRC (Malattia Renale Cronica) viene definita un problema di salute pubblica su scala mondiale in considerazione della diffusione della patologia e della prevalenza crescente nella popolazione generale.

La patologia ha una prevalenza nel sesso maschile del 7,5% mentre in quello femminile del 6,5%.

La terapia sostitutiva cui i pazienti si sottopongono maggiormente è l'emodialisi (47%) seguita dal trapianto renale(42%) e dalla dialisi peritoneale (11%).

Nel centro di emodialisi l'U.O.C Nefrologia dell'Azienda Ospedaliera di Padova — realtà in cui si è svolto il progetto — è emersa una disomogeneità delle conoscenze sull'eziopatogenesi delle lesioni vascolari e gestione delle medicazioni nel paziente emodializzato.

Questa consapevolezza ha mosso E. Baruzzo, G. Comunian, F. Martinello, A. Bruttocao e L. A. Calò alla costruzione di un percorso assistenziale per la gestione del paziente emodializzato con lesioni vascolari agli arti al fine di migliorare la sua presa in carico.

Gli obiettivi erano incentrati, quindi, sull'uniformare le conoscenze teoriche circa la tematica, omogeneizzare i comportamenti clinico-assistenziali, migliorare la tempistica di rilevazione e della diagnosi e infine garantire al paziente la continuità assistenziale delle cure ricevute.

Progetto di presa in carico del paziente in nefrologia

Al progetto hanno collaborato i referenti aziendali del Wound Care con i quali sono stati sviluppati dei percorsi formativi accreditati ECM che hanno approfondito dall'eziopatogenesi delle lesioni fino al loro trattamento, con il seguente programma:

Durante lo svolgimento del progetto sono stati selezionati 4 infermieri del reparto che hanno ricevuto una formazione approfondita dagli esperti di Wound Care. La multidisciplinarietà insieme alla specifica formazione si è rivelata fondamentale per il trattamento della patologia.

Inoltre, con cadenza mensile, è stato istituito un controllo visivo degli arti in modo tale da intercettare precocemente segni prodromici e/o lesioni specialmente in quei pazienti con difficoltà a notarli.

Per la riduzione dei tempi di attesa nei servizi per le visite specialistiche, è stata attivata una corsia preferenziale per i dializzati in quanto notoriamente immunodepressi e con quadri clinici imprevedibili.

Tale possibilità di poter eseguire le medicazioni nello stesso ambiente dove viene eseguita la dialisi, ha ridotto gli accessi ai vari ambulatori con conseguente riduzione dei tempi di attesa, guadagno di tempo disponibile e minor impatto sociale per la famiglia e caregivers.

In conclusione, la creazione del Percorso Assistenziale per questa gamma di pazienti, ha favorito un decorso più breve della patologia, minori complicanze e una riduzione del dolore nei pazienti, con la conseguenza di un netto miglioramento della qualità di vita del paziente dializzato.

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