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Patologia

Sarcoidosi

di Monica Vaccaretti

La sarcoidosi è una patologia granulomatosa multisistemica, idiopatica e di origine sconosciuta. Il termine, che deriva dal greco, significa “carnoso”. Descritta per la prima volta nel 1877 dal medico inglese Jonathan Hutchinson come una malattia della pelle che causa lesioni rossastre sulle braccia, sul viso e sulle mani, viene definita oggi un disordine multisistemico cronico a carattere infiammatorio che interessa i tessuti connetivi.

Cos’è la sarcoidosi

I comuni disturbi della pelle si manifestano con noduli violacei e dolenti (eritema nodoso) specialmente sulle gambe.

La sarcoidosi è nota anche come la malattia di Besnier-Boeck-Schaumann, che la descrissero successivamente in maniera dettagliata ed esaustiva. Si tratta di una malattia infiammatoria cronica, relativamente comune, che causa la formazione di piccoli noduli rossi e gonfi, detti granulomi, ossia piccoli agglomerati di cellule infiammate che proliferano in vari distretti anatomici.

Gli ammassi cellulari sono dovuti all'aggregazione incontrollata di alcune cellule del sistema immunitario. La malattia è sistemica, perché può coinvolgere quasi ogni organo e tessuto ma soprattutto i polmoni, i linfonodi, il fegato, la milza, la cute, gli occhi, le falangi e le ghiandole parotidi.

La prevalenza mondiale di sarcoidosi è di 10 casi per 100.000 persone. Può colpire a qualsiasi età, ma solitamente compare nell'età adulta, tra i 20 e i 40 anni. Interessa persone di tutte le origini etniche ed è rara nei bambini. La malattia non è sesso-specifica, ma i dati epidemiologici evidenziano che è più comune nelle donne, anche dopo la menopausa, rispetto agli uomini.

Si ipotizza che il clima e l'umidità in alcune regioni, come nei Paesi Scandinavi dove la patologia è particolarmente diffusa, siano fattori di rischio ambientali. Sembra esistere anche familiarità alla malattia con un rischio 5 volte superiore rispetto ai soggetti con anamnesi familiare negativa.

Si stima che il tasso di mortalità sia tra il 5 e il 10%, varia secondo lo stadio della malattia e la presenza di complicanze. La variante più seria della malattia, che può essere fatale, è la sarcoidosi del cuore in cui i granulomi si formano nel muscolo cardiaco a causa della quale la morte sopraggiunge per insufficienza cardiaca sinistra. La sarcoidosi del polmone, nello stadio terminale, è letale per insufficienza polmonare.

Cause di sarcoidosi

L'eziologia non è nota. Si ritiene che la sarcoidosi sia una risposta di ipersensibilità a uno o più agenti (batteri, funghi e virus, sostanze chimiche) in persone con una predisposizione congenita o acquisita alla malattia.

Fattori infettivi (Clamiydia, Borrelia, Mycobacterium Tuberculosis, herpes virus, virus Epstein-Barr) ed ambientali (esposizione a berillio, zirconio, alluminio) potrebbero scatenare una reazione eccessiva del sistema immunitario che attacca i propri organi e tessuti. La malattia potrebbe avere quindi un'origine autoimmune.

La risposta di ipersensibilità determina la formazione di un granuloma dovuto al rilascio di citochine ed altre sostanze, le quali promuovono la replicazione dei fibroblasti. Nei polmoni possono verificarsi infiltrazione granulomatosa e fibrosi, con conseguente bassa compliance polmonare, alterata capacità di diffusione e ridotti volumi polmonari.

Sintomi di sarcoidosi

Generalmente la sarcoidosi è acuta, una caratteristica di questa malattia è infatti la sua comparsa insidiosa e la mancanza di segni e sintomi importanti. Talvolta è asintomatica e la malattia viene occasionalmente scoperta da una radiografia eseguita per altri problemi di salute.

Segno distintivo della sarcoidosi è la formazione di granulomi. All'esame di laboratorio il granuloma è composto da una zona centrale – ricca di macrofagi, cellule di Langerhans, linfociti T-helper, cellule giganti con corpi di Schaumann - e da una zona periferica costituita da linfociti soppressori, cellule presentanti antigene e plasmacellule.

La sintomatologia e la gravità del quadro clinico dipendono dai sistemi coinvolti. Con il coinvolgimento polmonare, i segni e i sintomi possono includere la dispnea, la tosse, l'emottisi e la congestione. Tra i sintomi generalizzati figurano l'inappetenza, l'astenia e il calo ponderale.

Altri segni includono uveite, artropatia, febbre e lesioni granulomatose della cute, del fegato, della milza, del rene e del sistema nervoso centrale. I granulomi possono sparire spontaneamente o trasformarsi gradualmente in tessuto fibroso. Se presenti in grande quantità in un organo a tal punto da impedirne il buon funzionamento, la sarcoidosi si definisce cronica. Con il coinvolgimento di molteplici organi, il paziente presenta astenia, febbre, inappetenza, calo ponderale e dolore articolare.

I sintomi polmonari – il 90% dei casi di sarcoidosi colpisce i polmoni – sono mancanza di respiro, tosse secca persistente, dolore e senso di fastidio al petto. I comuni disturbi della pelle si manifestano con noduli violacei e dolenti (eritema nodoso) specialmente sulle gambe, placche rosso/violacee indurite, noduli sul naso e sulle guance (lupus pernio), noduli sulla parte superiore del corpo. Spesso i linfonodi si ingrossano, soprattutto quelli del viso sotto il mento, nel collo, nelle ascelle e nell'inguine. Altri disturbi sono occhi rossi o dolenti, tachicardia, naso chiuso, cefalea, calcoli renali.

Diagnosi di sacroidosi

La diagnosi si basa sulla valutazione dei dati clinici, radiologici ed istologici. Una radiografia del torace e una TAC consentono di fare diagnosi e di classificare il grado di progressione della sarcoidosi polmonare e la sua localizzazione. Nello stadio I, i granulomi sono presenti solo nei linfonodi. Nello stadio II si localizzano nei linfonodi e nel tessuto polmonare. Sono presenti solo nei polmoni nello stadio III, mentre nello stadio IV è evidente la fibrosi polmonare caratterizzata da cicatrici formate da tessuto fibroso.

La radiografia del torace e la TAC possono quindi evidenziare un'adenopatia ilare e lesioni disseminate, miliari e nodulari, nei polmoni. Una broncoscopia con lavaggio bronco-alveolare, una mediastinoscopia o una biopsia transbronchiale - in cui si raccoglie un campione di tessuto dalla parete bronchiale - possono essere usate per confermare la diagnosi, mostrando granulomi non necrotizzanti e non caseosi.

Gli esami di funzionalità polmonare sono anomali se vi è riduzione della capacità polmonare totale. L'emogasanalisi arteriosa può essere normale oppure evidenziare ridotti livelli di ossigeno (ipossemia) ed aumentati livelli di anidride carbonica (ipercapnia). Gli esami della funzionalità epatica possono essere alterati.

Come si cura la sarcoidosi

Attualmente non esiste una cura, tuttavia si possono tenere sotto controllo i sintomi attraverso la terapia farmacologica. Si stima che circa due terzi delle persone con sarcoidosi raggiungano una completa remissione dei sintomi senza trattamenti specifici entro qualche mese o anno, generalmente entro 10 anni dalla diagnosi: i granulomi si riassorbono completamente senza arrecare danni permanenti e i sintomi non si ripresentano.

Per alleviare la sintomatologia lieve come il dolore possono essere sufficienti semplici cambiamenti nello stile di vita e l'uso di antidolorifici. Tuttavia in alcuni soggetti i granulomi non si riassorbono spontaneamente così da recare danno al tessuto colpito, i sintomi peggiorano gradualmente e si instaura un andamento cronico della malattia.

Se la sarcoidosi cronicizza, la terapia con corticosteroidi può essere benefica grazie al suo effetto antinfiammatorio, alleviando i sintomi e migliorando la funzionalità dell'organo colpito. Il danno sviluppato dalla sarcoidosi è proporzionale alla diffusione dei granulomi.

La terapia cortisonica si rivela utile per i pazienti con coinvolgimento oculare e miocardico, patologia polmonare estesa, con compromissione della funzionalità polmonare e ipercalcemia. Per monitorare il sistema coinvolto e la progressione o la recidiva della malattia sono utilizzati più esami come periodiche radiografie, test polmonari ed esami ematochimici. Lo screening è fondamentale, perché recenti studi hanno evidenziato che gli individui con sarcoidosi hanno una maggiore probabilità di sviluppare un tumore, in particolare linfomi e tumori nei polmoni e in altri organi tipicamente colpiti da sarcoidosi.

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