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COVID-19

Come gestire stress lavoro-correlato negli operatori sanitari

di Chiara Vannini

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L’avvento della pandemia da COVID–19 ha comportato cambiamenti repentini all’interno delle strutture sanitarie, con una riorganizzazione delle attività, delle procedure, ma anche ad una rimodulazione dei luoghi di lavoro. Si sono inoltre modificate le relazioni con i famigliari e i parenti, fra gli operatori e fra gli stessi operatori e i loro famigliari. Tutto questo stravolgimento ha causato un aumento importante dei livelli di stress fra gli operatori con conseguenze sul loro benessere fisico ed emotivo. Fattori come stress, sovraccarico emotivo e lavorativo, influenzano inoltre l’attenzione e la capacità decisionale, e possono avere ricadute sulla loro vita. Risulta quindi fondamentale preservare il benessere psico – fisico degli operatori.

Covid-19 e stress lavoro-correlato, indicazioni ISS per gestirlo

Il documento pubblicato dall’ISS dal titolo “Indicazioni per la gestione dello stress lavoro–correlato negli operatori sanitari nel contesto COVID" ha messo in luce numerosi fattori stressanti secondari alla pandemia, fra cui:

  • Esposizione al rischio biologico
  • Difficoltà iniziale nel reperimento dei dispositivi di protezione individuale
  • Carico di lavoro eccessivo e la mancanza di riposi
  • Gestione di pazienti complessi
  • Assenza di cure che avessero un’efficacia dimostrata
  • Discrepanza tra bisogni dei pazienti e le risorse a disposizione
  • Sentimenti di vulnerabilità o perdita di controllo
  • Preoccupazione per la propria salute e paura di diffondere l’infezione ai propri familiari
  • Mancanza di contatto con le famiglie
  • Difficoltà a condividere con la propria famiglia le emozioni connesse al lavoro
  • Preoccupazione per l’improvvisa interruzione delle relazioni con i figli
  • Elevata responsabilità
  • Carico delle aspettative
  • Paura di non fare abbastanza e rabbia verso l’organizzazione

A rendere ancor più complessa la gestione della situazione è stato il fatto di aver dovuto cooptare operatori provenienti da altre unità operative, che si sono trovati ad agire in ambiti clinici molto diversi dai propri.

Indicazioni organizzative e pratico–organizzative

Nonostante ci siano ancora poche evidenze nel contesto della pandemia, si pensa che alcuni interventi possano essere utili per poter supportare gli operatori nella gestione dello stress. È innanzitutto necessario che ogni struttura sanitaria attraverso un gruppo multidisciplinare metta in atto tutte le modalità organizzative utili per ridurre il disagio degli operatori.

Fra gli elementi cui è necessario prestare attenzione particolare vi sono:

  • La comunicazione: deve essere mantenuta un’adeguata comunicazione tra vertice aziendale e singole unità operative, riguardo alla riorganizzazione delle attività, alle strategie messe in atto e al loro coordinamento. Gli operatori devono ricevere comunicazioni chiare e puntuali, inclusi i criteri di priorità da applicare se vengono a determinarsi temporanee carenze nelle disponibilità e approvvigionamenti come DPI o tamponi
  • Organizzare spazi e tempi di lavoro, assegnando ruoli e mansioni in base alle capacità professionali e alle condizioni personali e di salute degli operatori. È importante evitare sovraccarichi di lavoro prolungati e garantire delle pause e il rispetto di momenti di riposo, elementi importanti per il benessere fisico e mentale
  • Favorire il lavoro d’équipe, poiché la coesione tra operatori favorisce un clima di accoglienza e di supporto. La comunicazione tra colleghi riduce il senso di isolamento e stimola il senso di appartenenza al gruppo
  • Valorizzare gli operatori, riconoscendo il contributo personale e professionale di ognuno e gli sforzi compiuti

Importanza della formazione in era COVID-19

Anche in caso di pandemia da COVID–19 la formazione assume un’importanza cruciale. Gli operatori che si sentono a rischio e manifestano sensazioni come inadeguatezza ed incertezza, devono poter ricevere supporto attraverso un’adeguata formazione finalizzata a ridurre i rischi per la propria salute fisica e mentale.

Negli ultimi due mesi sono diverse le società scientifiche che hanno attivato percorsi di formazione, come formazione a distanza, o hanno creato documenti per supportare il personale sanitario e fra queste un lavoro importante sulla comunicazione con i famigliari in condizioni di completo isolamento è stato stilato da SIARTI, ANIARTI e SIMEU.

Anche l’INAIL ha prodotto un documento per la gestione dello stress e prevenzione del burnout negli operatori sanitari nell’emergenza COVID-19. La formazione e il materiale prodotto devono riguardare la gestione dello stress, l’utilizzo dei DPI, ecc.

Promuovere e monitorare il benessere psicologico

I responsabili delle strutture sanitarie devono promuovere un ambiente che favorisca la comunicazione, il supporto e il benessere del personale. Sono diverse le strategie utili a favorire il benessere psicologico, fra cui:

  • Le strategie individuali di sostegno: alimentazione adeguata; un adeguato riposo/sonno, esercizi di respirazione e attività fisica: gestione dello stress e delle emozioni, utilizzando l’ansia come elemento per affrontare meglio le difficoltà e trovare momenti rilassanti
  • Attività e gruppi di lavoro: evitare il sovraccarico di lavoro concedendosi delle pause, comprendendo i limiti terapeutici, collaborando con il gruppo. Il documento dell’ISS sottolinea l’importanza di non affidarsi alle informazioni dei media, perché spesso generano ansia e malessere, mentre è necessario ricercare informazioni di buona qualità
  • Monitoraggio delle reazioni correlate al disagio, cercando di identificare i segni di malessere e benessere; chiedere aiuto e sostegno qualora se ne senta il bisogno

Gli esperti sottolineano l’importanza di fare attenzione a disturbi, come:

  • Alterazione del sonno, stanchezza, alimentazione inadeguata o problemi fisici come disturbi gastro–intestinali o altri dolori
  • Sintomi psicologici come tensione, allerta costante, nervosismo, aggressività, senso di colpa frequente
  • Comportamenti di gestione dello stress come l’aumento di assunzione di nicotina, alcol o droghe o farmaci ansiolitici

Risulta in questi casi necessario valutare la necessità di attivare un supporto psicologico sia a livello di unità operativa che individuale.

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