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Infermiere aggredisce il collega, scatta l'inchiesta

di Redazione

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Nel pomeriggio del 24 dicembre, un infermiere del pronto soccorso dell'Ospedale del mare ha colpito con un violento pugno un suo collega. La vittima, caduta a terra per il contraccolpo, è stata ricoverata per escludere conseguenze neurologiche e altri danni. L'aggressore è rimasto in servizio fino alla fine del turno e poi collocato in malattia per sette giorni dal responsabile del reparto.

Aggressioni al collega infermiere – colpevole il burnout?

Le ragioni del gesto restano inspiegabili né sarebbero riconducibili a vecchie ruggini personali ovvero a discussioni o diverbi nati all'interno della routine lavorativa. Quel che emerge, dal momento dell'aggressione ai minuti immediatamente successivi, è che lo stato di alterazione emotiva mostrato dall'aggressore ha spinto i sanitari di turno in pronto soccorso a chiedere l'intervento degli psichiatri reperibili dal reparto specialistico.

A conforto di tale ipotesi emergerebbero anche precedenti segnalazioni alla direzione sanitaria da parte del responsabile del pronto soccorso del presidio e dei sindacati. Missive in cui verrebbe richiesto il trasferimento dell'infermiere in questione - peraltro considerato un ottimo professionista - ad un altro reparto o servizio a fronte della mostrata incompatibilità con i carichi di lavoro e le pressioni emotive tipici di un pronto soccorso.

In base alle risultanze dell'ispezione è molto probabile che il comportamento del deprecabile episodio sia ora sottoposto a procedimento disciplinare il cui iter prevede ulteriori approfondimenti e indagini su cause e azioni che sono sfociate nell'aggressione.

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