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Il dolore in terapia intensiva nei pazienti non intubati

di AD

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Le scale di valutazione del dolore in pazienti ricoverati in Rianimazione sono diverse e differenti tra di loro e sono a quotidiana disposizione dei professionisti della salute. Tra queste vi è la Behavioral Pain Scale Non Intubated Patients, rivolta agli assistiti molto critici che non sono in grado di comunicare.

Uno studio premiato ad Aniarti 2015 fa il punto sulla Behavioral Pain Scale Non Intubated patients (BPS-NI)

Le scale del dolore non sono tutte uguali e ognuna di essa va rapportata alle condizioni cliniche (e psichiche) del paziente. Questo accade soprattutto in Terapia Intensiva dove spesso risulta assai duro oggettivarlo. Tra gli strumenti di rilevazione vi è la cosiddetta Behavioral Pain Scale Non Intubated patients (BPS-NI), utilizzabile per la valutazione del dolore nei pazienti non intubati in condizioni critiche non in grado di riferirlo.

Questo strumento si basa essenzialmente sull’osservazione dei cosiddetti “indicatori di comportamento”:

  1. movimenti;
  2. espressioni facciali;
  3. postura che i pazienti ricoverati in Terapia Intensiva assumono, a riposo e durante le
  4. manovre a cui vengono sottoposti dai professionisti della salute;
  5. compliance del paziente con la ventilazione meccanica.

Tali item possono essere valutati durante le normali attività assistenziali quotidiane, senza gravare ulteriormente sulle già difficili condizioni del paziente.

Lo studio di Carletti ha reso chiaro una questione fondamentale: sembra evidente che la rilevazione del dolore in questo tipo di pazienti sia diventato un argomento sempre più specialistico, ma molto studiato negli ultimi decenni. In futuro si prevedono, infatti, già tante novità e un notevole aumento dell’utilizzo della scala.

Ad ogni modo, controllando bene il dolore, è possibile incidere positivamente sull’outcome degli assistiti, minimizzando i tempi ventilatori e l’incidenza delle infezioni. Occorre non dimenticare che al centro delle cure e delle attenzioni dell’Infermiere vi è sempre e comunque il paziente.

Simona Carletti, Infermiera premiata ad Aniarti 2015

Ne parliamo con Simona Carletti, Infermiera presso l’U.O. Chirurgia e Ortopedia della Clinica San Carlo di Paderno Dugnano in Lombardia, premiata come migliore giovane ricercatrice al 34° Congresso Nazionale dell’Associazione dell’Area Critica ANIARTI.

Carletti ha effettuato un proprio studio sulla Behavioral Pain Scale Non Intubated patients (BPS-NI).

In Terapia Intensiva spesso risulta difficile oggettivare il dolore nelle persone estubate a causa di delirio o di un alterato stato di coscienza. Per questo è stata redatta la già citata “Behavioral Pain Scale Non Intubated patients” (BPS-NI). L’obiettivo di questo studio è la validazione clinica, in lingua italiana, della scala.

Materiali e metodi usati

La scala, si legge nello studio della collega Carletti, è stata tradotta con il metodo della forward e back-translation. È stata valutata la validità di facciata e il contenuto della scala attraverso dei focus group con esperti. È stata fatta una valutazione del dolore in doppio e in cieco all’ingresso in terapia intensiva, prima e dopo due procedure non dolorose (cure igieniche, cambio della medicazione di un catetere venoso centrale e/o arterioso), prima e dopo due procedure dolorose (mobilizzazione della persona sui fianchi destro e sinistro). È stata quindi valutata l’affidabilità intervalutatore della scala attraverso la determinazione del K di Cohen.

Quali sono i risultati ottenuti?

Il campione esaminato era costituito da 45 assistiti. Sono state effettuate in totale 782 misurazioni. Il 53% dei soggetti non è stato in grado di riferire il proprio dolore; grazie al restante 47% si è valutata anche la correlazione tra BPS-NI (ITA) e NRS che è risultata molto significativa.

A quali conclusioni si è giunti?

Lo strumento consente un’affidabile valutazione del dolore in questa tipologia di persone e può migliorare la qualità dell’assistenza. La BPS-NI (ITA) è valida ed affidabile nella valutazione del dolore in soggetti deliranti, ricoverati in Terapia Intensiva, non tetraplegici.

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