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Patologia

Lombalgia

di Monica Vaccaretti

Dolore

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Si definisce lombalgia il dolore muscolo scheletrico, comunemente chiamato mal di schiena, che interessa la regione lombare a livello del rachide vertebrale. È un disturbo largamente diffuso nella popolazione. Le visite mediche motivate da dolore lombare sono inferiori solo a quelle dovute per patologie delle vie respiratorie superiori. Stiramento lombosacrale, instabilità dei legamenti muscolo sacrali e debolezza muscolare, osteoartrite della colonna vertebrale, stenosi spinale, anomalie del disco intervertebrale e disparità nella lunghezza delle gambe possono essere causa di lombalgia. Gli anziani possono soffrire di lombalgia associata a fratture vertebrali da osteoporosi o a metastasi ossea. Altre cause di lombalgia acuta meno note possono essere le disfunzioni renali, le patologie pelviche, i tumori retroperitoneali, l'aneurisma addominale e i problemi psicosomatici. Inoltre, l'obesità, lo stress e la depressione possono essere fattori di rischio importanti. La maggior parte del dolore dovuto a patologie muscolo scheletriche è aggravato dallo sforzo fisico mentre il dolore dovuto ad altre cause non è influenzato dall'attività.

Acuta, sub acuta e cronica: le tipologie di lombalgia

A seconda della durata del dolore la lombalgia si distingue in acuta, sub acuta e cronica. Nella lombalgia acuta il dolore è improvviso ed intenso, si manifesta come una contrattura muscolare che tende a risolversi generalmente nel giro di pochi giorni ed è causato da un movimento brusco e dall'aver sollevato un peso eccessivo. Il dolore è causato da una lesione muscolare, legamentosa, articolare e discale spesso accompagnato da infiammazione.

Nella lombalgia sub acuta il dolore persiste a lungo ma tende a regredire entro qualche settimana. Se il dolore persiste per più di tre mesi, anche se con intensità più sopportabile, la lombalgia diventa cronica e può risultare invalidante compromettendo anche le normali attività quotidiane. I fattori di rischio di cronicizzazione sono una pregressa lombalgia, una lunga durata dei sintomi, un dolore esteso ed irradiato agli arti inferiori, una limitazione della mobilità articolare, una posizione ergonomica del corpo non corretta, la mancanza di attività fisica, il sovrappeso, il fumo.

Poiché è un tipo di dolore autolimitante si risolve generalmente entro quattro settimane con analgesici, riposo, riduzione dello stress e rilassamento. Il trattamento medico si concentra sulla riduzione del dolore e del disagio, la modificazione dell'attività fisica e l'educazione del paziente. Se gli analgesici non sono sufficienti si può prescrivere una terapia addizionale con miorilassanti o oppioidi.

In assenza di sintomi radiculopatici può essere utile eseguire un lieve massaggio. Molti pazienti necessitano di modificare il loro livello di attività per prevenire l'aggravamento della schiena o la debilitazione. Sono da evitare torsioni, curvature, sollevamenti e distensioni perché sottopongono la schiena a pressione. Si insegna al paziente a cambiare posizione frequentemente.

Il riposo a letto prolungato, considerato un intervento terapeutico non efficace, è consigliato per 2-4 giorni solo in presenza di un dolore severo. Si raccomanda un graduale ritorno alle attività. Sono indicati esercizi di aerobica di lieve difficoltà. La ginnastica posturale per rinforzare i muscoli del tronco e dell'addome possono iniziare dopo circa due settimane dalla comparsa della lombalgia. Se non vi è un miglioramento entro un mese deve essere completato l'accertamento per anomalie fisiologiche ed il trattamento è basato sulle indagini diagnostiche. Si possono eseguire una radiografia della colonna vertebrale, una tomografia computerizzata, una risonanza magnetica nucleare.

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