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Cosa possiamo fare per continuare a garantire una cura ottimale ed evidence-based ai nostri pazienti in un momento di gravi carenze di personale e di mezzi come quello che stiamo vivendo con l’emergenza Covid-19 ? La telemedicina rappresenta la nuova frontiera da seguire. L’International Working Group of the Diabetic Foot (IWGDF), la D-Foot International e il Diabetic Foot Australia hanno prodotto delle raccomandazioni per la cura del piede diabetico ai tempi del COVID-19 .
Raccomandazioni per la cura del piede diabetico ai tempi del COVID-19
La telemedicina può essere sfruttata anche per assistere i caregiver alla corretta esecuzione delle medicazioni
In questo particolare e delicato momento storico è divenuto ancora più importante monitorare le patologie croniche preesistenti, per far sì che queste non si aggravino ed evitare un ricovero ospedaliero inappropriato.
La maggior parte dei pazienti con piede diabetico non richiede ospedalizzazione. Quest’ultima andrebbe riservata solo per coloro con segni di grave infezione, sepsi che richiedono urgenti test diagnostici, una valutazione chirurgica e terapia antibiotica .
Nello specifico l’ospedalizzazione generalmente non è richiesta per:
La valutazione inziale di un piede diabetico, inclusi molti casi di infezione ed ischemia
Test diagnostici nella fase iniziale (radiografie, esami ematochimici, colturali)
Le antibioticoterapie (per via orale) per infezioni lievi o moderate generalmente sono più che sufficienti, anche per le infezioni dell’osso. Implementare questo modo di lavorare al di fuori dell’ospedale richiede però una maggiore integrazione multidisciplinare tra professionisti.
Per conseguire le cure del piede diabetico a distanza in modo ottimale è indispensabile identificare il più precocemente possibile la lesione, la sua gravità e predisporre il ricovero per le lesioni ad alto rischio, con segni di infezione severa e rischio di amputazione.
I pazienti con moderato rischio andrebbero trattati con cure ambulatoriali, quelli con rischio minore e senza segni di infezione dovrebbero essere trattati a domicilio, con un follow up telefonico.
Convertire le classiche visite in telemedicina
La metodologia più utilizzata dai medici di tutto il mondo prevede l’utilizzo di foto accompagnate da messaggi istantanei. La difficoltà nel porre una diagnosi è certamente molto elevata ma è comunque possibile ottenere altre informazioni utili.
La telemedicina può essere sfruttata, oltre che per valutare l’ulcera, anche per assistere ed educare i caregiver alla corretta esecuzione delle medicazioni .
Piede diabetico e coronavirus, quali indicazioni dare ai pazienti
Prima di tutto è necessario soffermarsi sulle norme di igiene e prevenzione in relazione al coronavirus , per assicurarsi che i pazienti siano in grado di proteggere sé stessi.
Subito dopo è importante discutere del controllo glicemico e ribadire la necessità di indossare le calzature adeguate prescritte anche a casa per il maggior tempo possibile.
Infine, motivare i pazienti a cercare di effettuare attività fisica giornalmente e compatibilmente con le loro condizioni cliniche.
Domande da porre ai pazienti per facilitare la diagnosi di infezione
Da quanto tempo ha l’ulcera? Maggiore è la durata più elevato sarà il rischio di infezione
Cosa pensa possa aver causato l’ulcera? Una ferita traumatica provocata da un oggetto non sterile potrebbe aumentare il rischio di infezione
Prova dolore o indolenzimento a livello dell’ulcera o dei tessuti circostanti? La presenza di dolore, soprattutto in pazienti con nota neuropatia periferica aumenta il rischio di possibile infezione
È presente fuoriuscita di liquido dalla ferita? Se sì, può descrivermela? Se bianca, gialla, verdognola, densa, simile al pus è altamente verosimile che l’ulcera sia infetta
La ferita emette un odore spiacevole? Se sì potrebbe essere aumentato il rischio di infezione
Sono presenti sintomi febbrili o brividi? Ambedue sono suggestivi di possibile infezione
I valori glicemici sono mediamente più elevati del solito?
Ha utilizzato farmaci con azione topica o sistemica (antimicrobici, antipiretici)? Questi farmaci potrebbero nascondere la causa di infezione
Un paziente ha effettuato una terapia antibiotica per due settimane per una lieve infezione al piede. In quale modo si potrà determinare la necessità di continuare tale terapia se il paziente non può recarsi dal medico?
La diagnosi di infezione viene posta sulla base di almeno due classici segni e sintomi di flogosi, la risoluzione di questi, in assenza di comparsa di nuovi, potrebbe ragionevolmente far dedurre la sospensione della terapia antibiotica.
È importante constatare con il paziente la presenza o assenza di: dolore, arrossamento, calore, gonfiore, indurimento, fuoriuscita di secrezioni (di che colore) e febbre .
Il paziente dovrebbe essere in grado di osservare la comparsa di questi segni e sintomi. La realizzazione di video o foto possono aiutare il clinico ad effettuare la valutazione.
Cosa fare in caso di osteomielite e moderata infezione al piede se l’ospedalizzazione non è possibile?
La maggior parte dei casi di osteomielite in piede diabetico si verificano come diretta estensione dell’infezione dei tessuti molli sovrastanti. La maggior parte di queste osteomieliti possono essere trattate in modo ambulatoriale.
Quello che viene richiesto è: una accurata diagnosi iniziale (valutando la profondità della ferita, una radiografia, gli indici di flogosi, un campione colturale e prescrivendo una terapia antibiotica empirica eventualmente da modificare sulla base degli ematochimici e del referto colturale). Se il debridement della ferita si rende necessario è possibile programmarlo in ambulatorio.
Raccomandazioni per il trattamento delle ferite a domicilio
Se il paziente non può essere visitato regolarmente è consigliabile suggerire l’utilizzo di medicazioni non aderenti , che i pazienti stessi o i loro caregiver possano adoperare senza incorrere in difficoltà.
Assicurarsi che il paziente o chi lo assiste continui a monitorare lo stato della ferita e sia in grado di individuare eventuali segni di peggioramento o infezione e in tal caso di contattare il servizio di riferimento.
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