Nurse24.it
Entra nella sezione dedicata al Wound Hygiene

Wound Care

Cura del piede diabetico ai tempi del COVID-19

di Daniela Berardinelli

    Successivo

Cosa possiamo fare per continuare a garantire una cura ottimale ed evidence-based ai nostri pazienti in un momento di gravi carenze di personale e di mezzi come quello che stiamo vivendo con l’emergenza Covid-19? La telemedicina rappresenta la nuova frontiera da seguire. L’International Working Group of the Diabetic Foot (IWGDF), la D-Foot International e il Diabetic Foot Australia hanno prodotto delle raccomandazioni per la cura del piede diabetico ai tempi del COVID-19.

Raccomandazioni per la cura del piede diabetico ai tempi del COVID-19

La telemedicina può essere sfruttata anche per assistere i caregiver alla corretta esecuzione delle medicazioni

In questo particolare e delicato momento storico è divenuto ancora più importante monitorare le patologie croniche preesistenti, per far sì che queste non si aggravino ed evitare un ricovero ospedaliero inappropriato.

La maggior parte dei pazienti con piede diabetico non richiede ospedalizzazione. Quest’ultima andrebbe riservata solo per coloro con segni di grave infezione, sepsi che richiedono urgenti test diagnostici, una valutazione chirurgica e terapia antibiotica.

Nello specifico l’ospedalizzazione generalmente non è richiesta per:

  • La valutazione inziale di un piede diabetico, inclusi molti casi di infezione ed ischemia
  • Test diagnostici nella fase iniziale (radiografie, esami ematochimici, colturali)

Le antibioticoterapie (per via orale) per infezioni lievi o moderate generalmente sono più che sufficienti, anche per le infezioni dell’osso. Implementare questo modo di lavorare al di fuori dell’ospedale richiede però una maggiore integrazione multidisciplinare tra professionisti.

Per conseguire le cure del piede diabetico a distanza in modo ottimale è indispensabile identificare il più precocemente possibile la lesione, la sua gravità e predisporre il ricovero per le lesioni ad alto rischio, con segni di infezione severa e rischio di amputazione.

I pazienti con moderato rischio andrebbero trattati con cure ambulatoriali, quelli con rischio minore e senza segni di infezione dovrebbero essere trattati a domicilio, con un follow up telefonico.

Convertire le classiche visite in telemedicina

La metodologia più utilizzata dai medici di tutto il mondo prevede l’utilizzo di foto accompagnate da messaggi istantanei. La difficoltà nel porre una diagnosi è certamente molto elevata ma è comunque possibile ottenere altre informazioni utili.

La telemedicina può essere sfruttata, oltre che per valutare l’ulcera, anche per assistere ed educare i caregiver alla corretta esecuzione delle medicazioni.

Ritorna al sommario del dossier Diabete

NurseReporter
iscriviti al webinar gratuito >

Commento (0)