Nurse24.it
Preparati con il corso di aggiornamento e preparazione al Concorso OSS

Risorse OSS

OSS: assistere il paziente durante i pasti

di Redazione

Tra le mansioni degli Operatori Socio Sanitari vi è anche quella della preparazione dei pasti e della somministrazione degli stessi a pazienti adulti e collaboranti. Ecco alcuni consigli per non sbagliare e per non incorrere in errori che possono rivelarsi anche fatali per l’assistito.

L’OSS può somministrare gli alimenti al paziente vigile e collaborante.

Lâ'OSS può somministrare gli alimenti al paziente vigile e collaborante.

L'assistenza del paziente durante il pasto è una dellle mansioni dell’OSS

L’Operatore Socio Sanitario è la figura di supporto all’Infermiere nata oramai 15 anni fa per sopperire ad una lacuna assistenziale che si era creata nell’ambito del Sistema Sanitario Nazionale. Da allora gli OSS hanno fatto grandi passi in avanti e stanno proseguendo verso traguardi che mai ci si poteva immaginare alla vigilia del loro “Profilo”, ovvero con l’accordo della Conferenza Stato-Regioni del 2001, che ha dato facoltà alle regioni di organizzare scuole annuali di formazione (diretta o indiretta).

Tra le mansioni degli OSS vi è anche quella di preparare i pasti (previo ottenimento dell’apposito attestato rilasciato solitamente dalla Camera di Commercio) e di somministrarli a pazienti vigili e collaboranti. Nel resto dei casi è necessario avvalersi della consulenza e dell’aiuto dell’Infermiere, che valuta e decide sul da farsi.

Accertate! Accertate! Accertate!


Prima di iniziare con la somministrazione degli alimenti è necessario:

    • accertare le condizioni dell’assistito;
    • pianificare l’intervento;
    • attuare l’intervento.



Nella fase dell’accertamento è opportuno valutare:

    • le capacità autonome o semi-autonome del paziente (è in grado di alimentarsi da solo o ha bisogno di aiuto?);
    • l’appetito del paziente;
    • la capacità di deglutire (è disfagico? ai solidi o ai liquidi? chiedete sempre l’assistenza dell’Infermiere se non siete sicuri di quello che fate);
    • la prescrizione di diete particolari (alcuni alimenti possono interagire con i farmaci o con peggiorare la patologia del paziente; per esempio occorre fare grande attenzione ai diabetici, a chi è portatore di lesioni e ha bisogno di pasti iper-proteici o a chi assume anticoagulanti come il Warfarin, a cui non vanno somministrati o vanno somministrati moderatamente alimenti carichi di Vitamina K);
    • la presenza di intolleranze o allergie alimentari;
    • le preferenze culinarie dell’assistito, che non vanno mai sottovalutate (ricordatevi che l’utente va nutrito!).
    • Per ogni paziente il suo piano assistenziale



Ricordatevi sempre che davanti a voi c’è un paziente che soffre e che è ricoverato, perché ha dei problemi di salute, che possono dare origine anche ad inappetenza o al rifiuto dei cibi. Molti, come dicevamo poco fa, hanno patologie o fanne terapie che possono andare in conflitto con i pasti. Per questo occorre conoscere perfettamente la situazione clinica dell’assistito. Fate attenzione a ciò che si dice durante il briefing tra Infermieri e OSS all’inizio e alla fine del turno di lavoro.

Pianificare quello che andrete a fare è importante. L’OSS ha il compito di verificare:

    • la dieta prescritta (e prima dell’Operatore Socio Sanitario lo deve fare l’Infermiere!);
    • la prescrizione di digiuni o diete particolari per indagini diagnostiche;
    • la prescrizione del “Niente per bocca” (NPO). In questi ultimi due casi va verificato che sul letto del paziente o sul tavolo della mensa dove siete solitamente l’assistito ci sia l’apposito cartello indicante la dieta o l’NPO;
    • la presenza di diete diverse dal solito (in questo caso accertarsi sempre e comunque del perché).



b) Gli interventi:

    • l’OSS dotato di apposito attestato di somministrazione alimenti prepara i pasti (non li cucina, per questo ci sono i cuochi aziendali o le ditte di catering);
    • prepara il paziente a letto posizionandolo in Fowler medio o alto (dai 45 ai 90°, dipende dalle condizioni e dal piacere dell’utente);
    • in alternativa preparare il tavolo del paziente;
    • dotare il paziente di tutto il supporto necessario per alimentarsi o per agevolare l’aiuto (vassoio, posate, bicchiere o tazza con beccuccio oppure cannuccia, tovaglioli, tovaglietta e bavaglietta non assorbenti o in alternativa un asciugamano; altri strumenti se necessari);
    • inoltre, là dove necessario adiuva il paziente vigile e collaborante a nitrirsi.



c) Prima di somministrare il pasto ricordarsi di:

    • verificare se il paziente è da cambiare o da accompagnare in toilette;
    • igienizzare le mani del paziente (o coadiuvarlo);
    • liberare il tavolo o il letto dalle inutilità;
    • fare attenzione alla presenza di sondini, drenaggi, accessi venosi e arteriosi, cateteri vescicali e quant’altro possa interferire con le azioni assistenziali.

Quale tecnica utilizzare?


Gli OSS sono tenuti a rispettare le procedure e le linee guida generali per la somministrazione degli alimenti a pazienti adulti e collaboranti (come nel caso descritto in questo articolo).

Ricordatevi di:

    1. identificare il paziente;
    2. verificarne la dieta;
    3. verificare i pasti preparati;
    4. informare il paziente su quello che andrete a fare;
    5. igienizzarvi le mani;
    6. posizionare il paziente a letto o accompagnarlo al tavolo se necessario;
    7. se è richiesta l’assistenza posizionarsi se possibile seduti ad un lato dell’assistito;
    8. durante la somministrazione evitate di parlare con il paziente, per evitare involontari ab ingestis;
    9. incoraggiare il più possibile il paziente ad auto-alimentarsi, in modo da aumentare la sua auto-stima;
    10. rimuovere i coperchi dei pasti ed aprire le buste di pane, formaggio, fette biscottate e posate monouso (o preparare quelle in dotazione del paziente);
    11. versare da bere;
    12. se necessario preparare l’acqua gelificata);
    13. tagliare la pasta o la carne a pezzetti, in modo da favorire la deglutizione (se il paziente non è in grado di farlo in autonomia);
    14. chiedere le preferenze del paziente rispetto all’ordine di somministrazione degli alimenti;
    15. in caso di paziente cieco o ipovedente descrivere minuziosamente i pasti;
    16. lasciare al paziente il tempo necessario per l’assunzione dei cibi, senza portagli fretta (a volte è difficile in presenza di tanti utenti e di pochi operatori);
    17. aiutare il paziente ad igienizzarsi la bocca, i denti e le mani;
    18. dopo il pasto provvedere a ripristinare il comfort del paziente, posizionando in un Fowler più basso (o riposizionandolo a letto);
    19. verificare e registrare l’assunzione di liquidi e alimenti;
    20. rimuovere tutto ciò che è stato utilizzato per i pasti, gettando negli appositi contenitori i presidi monouso e recuperando quelli non mono-uso.



Al termine di tutta la procedura assicurarsi che al paziente sia stato garantito il necessario apporto calorico e in presenza di qualsivoglia difficoltà riferire le anomalie all’Infermiere di turno.

Commento (0)