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Lavorare come OSS

Iperpiressia, come si deve comportare l'Oss

di Paola Botte

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Quante volte vi sarà capitato di dover assistere un paziente con febbre e brividi e di limitarvi a fornire coperte o abiti più caldi e rilevare i parametri come da indicazione infermieristica? Eppure le prestazioni di natura assistenziale, di competenza dell'Oss, volte ad abbassare la temperatura sono molto più complesse e prevedono, oltre a un'attenta sorveglianza, anche delle misure preventive aggiuntive. Una di queste è sicuramente l'idratazione.

Il ruolo dell’Oss in un caso di iperpiressia

termometro

Come si deve comportare l'Oss in caso di iperpiressia

Favorire un adeguato apporto di acqua, tè, camomilla o frutta serve a reintegrare i liquidi persi durante la sudorazione. Si calcola che per ogni grado centigrado di innalzamento della temperatura si perdano tra i 50 e i 75 millimetri di acqua. Per verificare lo stato d'idratazione del paziente è necessario osservare le mucose, lo stato delle labbra che devono apparire morbide e controllare la diuresi.

Altrettanto importante è mantenere la nutrizione con cibi ricchi di carboidrati e proteine magre per contrastare l'enorme dispendio energetico che la febbre provoca. Un'altra indicazione è quella di favorire il riposo a letto e creare un ambiente tranquillo per evitare che durante la fase di rialzo febbrile il paziente si agiti e il corpo produca molto calore.

Per favorire poi la dispersione di calore bisognerebbe togliere gli abiti o le coperte troppo pesanti ed eseguire spugnature tiepide, arieggiare l'ambiente e su indicazione medica eseguire la crioterapia, andando ad applicare la borsa del ghiaccio laddove passano i grossi vasi.

Non bisogna dimenticare che tra i compiti essenziali dell'Oss vi è quello di far sentire sempre a proprio agio l'assistito, che per effetto dell'eccessiva sudorazione potrebbe provare vergogna e agitarsi nell'avere indumenti e biancheria del letto sporchi. Ed è così che diventa fondamentale preoccuparsi anche di questo aspetto che spesso a causa della mancanza di tempo viene sottovalutato.

A volte capita che nonostante questi accorgimenti, il paziente peggiori con episodi di vomito, diarrea, convulsioni e all'Oss, in attesa dell'arrivo del personale medico-infermieristico, non rimanga che gestire la situazione cercando di fare mantenere la calma. In caso di vomito o diarrea bisogna procurarsi una bacinella, traverse e guanti monouso, fazzoletti, materiale per l'igiene della persona, vestiario e biancheria da letto puliti. Abbassare luce e diminuire i rumori, ridurre i cattivi odori, sono tutte accortezze che aiutano a garantire il comfort e la sicurezza.

Di fronte a episodi convulsivi bisogna prima di tutto non lasciarsi prendere dal panico, non scuotere l'assistito o cercare di bloccarlo, allentare l'abbigliamento, soprattutto attorno al collo, porre il paziente in posizione di sicurezza laterale per evitare che possa inalare saliva o vomito, non forzare l'apertura della bocca e osservare il tipo e la durata della crisi per poi riferirlo al personale qualificato e intervenire nel più breve tempo possibile.

In caso di febbre duratura che costringe il paziente a letto per molti giorni l'Oss deve ricordarsi di prevenire, su specifica indicazione medico-infermieristica, altre complicanze come le lesioni da decubito, stomatiti, trombosi venose, polmoniti da stasi e stitichezza. Cambiare posizione ogni due ore, garantire l'igiene del cavo orale, prestare attenzione durante l'assunzione dei pasti a letto, insieme alle terapie prescritte possono senz'altro aiutare il paziente a raggiungere una veloce guarigione.

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