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Operatore Socio Sanitario

Catetere maschile esterno: Il posizionamento di un condom

di Paola Botte

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Il catetere maschile esterno, meglio conosciuto come condom, è una valida alternativa al catetere vescicale e serve per controllare l'incontinenza o per la raccolta delle urine. La scelta di utilizzare, su un paziente, un condom al posto di un catetere vescicale spetta all'infermiere, però al contrario del catetere invasivo, quello esterno può essere applicato anche dagli operatori socio sanitari.

Catetere maschile esterno condom: Cos'è, quando e perché si applica

catetere maschile esterno condom

Il catetere maschile esterno tipo condom

Il catetere maschile esterno, meglio conosciuto come condom, si usa come il condom per la contraccezione, ma a differenza di questo, il catetere maschile esterno viene collegato ad un tubo per raccogliere l'urina che confluisce in una sacca. Inoltre, nella maggior parte dei casi questi condom sono auto-adesivi, per aderire meglio alla base del pene.

La scelta di utilizzare, su un paziente, un condom al posto di un catetere vescicale spetta all'infermiere, però al contrario del catetere invasivo, quello esterno può essere applicato anche dagli operatori socio sanitari.

A domicilio, spetterà al medico o all'infermiere di famiglia informare e formare l'utente sulla corretta procedura da seguire sulla gestione dello stesso.

È importante sottolineare che, soprattutto nei casi di incontinenza, la scelta di un condom, se preceduto da una seria valutazione professionale e dall'utilizzo di prodotti adatti all'utente in questione, può rappresentare davvero una svolta nella vita sociale di un uomo, non più costretto a rintanarsi in casa per paura di emanare cattivi odori o di bagnarsi.

Per quanto riguarda invece i tanti motivi che spingono il personale sanitario ad optare di posizionare un condom, sicuramente ce n’è uno che spicca più di altri. Ed è sicuramente quello della prevenzione di infezioni tradizionalmente trasmesse o provocate dal catetere vescicale o dal pannolone.

Il fatto stesso di non dover inserire nulla all'interno del corpo del paziente o, come nel caso dei pannoloni, di non lasciare lo stesso a contatto con le urine e le feci, può sicuramente recare un beneficio.

A volte, però, può accadere che a seguito di seri motivi non sia possibile utilizzare il catetere maschile esterno. Ecco perché una corretta valutazione prima, durante e dopo il suo posizionamento, è essenziale per evitare danni ancora peggiori.

Posizionamento del condom: La procedura per l’Oss

Se, dopo aver fatto tutte le valutazioni, l'infermiere stabilisce che l'operatore socio sanitario può procedere con l'applicazione del condom, questi deve attenersi alla seguente procedura:

  • lavare le mani prima e dopo l'applicazione e indossare i guanti monouso
  • far sedere il paziente sul bordo del letto e misurare la circonferenza del pene utilizzando, laddove possibile, il metro in cartone fornito dalla casa produttrice del condom
  • preparare il paziente facendolo sdraiare sul letto
  • disporre su un carrello: il catetere maschile esterno, la sacca di raccolta che può essere da gamba o da letto, il tubo di raccordo, il sapone, un asciugamano, le forbici
  • effettuare l’igiene perineale del paziente, assicurandosi di eliminare tutto il sapone e di asciugare bene, altrimenti la colla potrebbe non attaccare. Meglio non usare saponi troppo idratanti
  • tagliare i peli, se presenti, per favorire il fissaggio sulla pelle. Non radere, perché la ricrescita potrebbe creare irritazioni ed infezioni
  • accertarsi che il pene non sia irritato
  • posizionare il condom e poi srotolarlo sul pene. È bene sapere che esistono diversi modi di ancoraggio del catetere maschile esterno. Il più comune è autoadesivo, alcuni prevedono l'utilizzo di colle cutanee sulla pelle prima di srotolare il condom sul pene. Altri si attaccano grazie a fascette adesive che vanno applicate in precedenza sul pene
  • attaccare il raccordo, che può avere forme e dimensioni differenti, e la sacca. Se si tratta di un paziente deambulante è meglio utilizzare una sacca da gamba per il giorno, che solitamente viene attaccata con due fascette elastiche alla coscia o al polpaccio e una sacca più grande per la notte. Nel caso di pazienti allettati è meglio usare direttamente quella più capiente. Mai far riempire la sacca più dei 2/3 della sua capacità. Meglio scegliere sacche con valvole anti-reflusso, per evitare che le urine possano tornare indietro lungo il tubo
  • assicurarsi che il raccordo o il condom non si annodino
  • sostituire il condom entro 24 ore, semplicemente srotolandolo. Attenzione a non strattonare e/o creare lesioni.

Alla fine della procedura, l'operatore deve informare l'infermiere, in modo che possa valutare la minzione ed eventuali perdite di urina.

In questo caso il condom potrebbe essere stato posizionato male o ne è stato scelto uno di dimensioni errate e quindi va rimosso e riapplicato, dopo aver effettuato un'altra igiene delle parti intime.

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