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Operatore Socio Sanitario

Assistenza al paziente tracheostomizzato

di Paola Botte

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Assistere un paziente tracheostomizzato richiede una conoscenza approfondita delle problematiche a cui questo potrebbe andare incontro. E non solo da parte di medici e infermieri, ma lo studio deve avvenire anche da parte di coloro che ogni giorno sono al loro fianco: assistenti familiari, oss e fisioterapisti.

Competenze dell'Oss nell'assistenza al paziente tracheostomizzato

paziente tracheostomizzato

Le competenze e i campi d'azione dell'Oss nell'assistenza al paziente portatore di tracheostomia

Nessuno dovrebbe pretendere che un operatore socio sanitario sappia gestire una cannula, pulire una stomia o cambiare una controcannula, perché sono compiti di cui deve rigorosamente occuparsi un infermiere. Un professionista cioè che dopo uno specifico percorso di studi abbia maturato conoscenze e abilità in grado di fargli gestire questo tipo di situazioni complesse.

È necessario però che l'oss sfrutti le sue competenze per seguire le indicazioni stabilite dagli altri professionisti, per promuovere uno stile di vita adeguato alla condizione del paziente e per riconoscere eventuali complicanze.

Questo vuol dire fare un salto nella realtà, dove al di là delle congetture, nella maggior parte dei casi, a domicilio, è proprio l'oss che sta col paziente 24 h al giorno.

Una formazione adeguata e continua delle pratiche assistenziali, proprie di questa figura, può essere un valido supporto per tutta l'équipe, a beneficio dell'ammalato. Ovviamente senza entrare nel campo d'azione delle altre figure professionali.

Tra le problematiche più frequenti di un tracheostomizzato si distinguono:

  • tosse inefficace
  • comunicazione complessa
  • deglutizione compromessa
  • mobilizzazione difficoltosa.

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