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Stomia

Presa in carico del paziente, il modello del Maggiore di Bologna

di Leila Ben Salah

All’ospedale Maggiore di Bologna hanno sviluppato un modello di presa in carico, che coinvolge tutti, infermieri, chirurghi, familiari e caregiver. Nel reparto di chirurgia e chirurgia d’urgenza vengono effettuati 150 interventi all’anno e la metà di questi pazienti sarà sottoposto a stomia.

Stomia, dal disegno pre-operatorio all’educazione al paziente

L’attività del reparto di chirurgia a e chirurgia d’urgenza dell’ospedale Maggiore di Bologna è prevalentemente rivolta al trattamento chirurgico delle patologie oncologiche epato-bilio-pancreatiche e di quelle che coinvolgono il tratto digerente, in particolare colon retto e retro-peritoneo. Sono circa 800 l’anno i pazienti che vengono ricoverati in questa unità operativa.

Qui si è sviluppato un particolare modello di presa in carico del paziente. Dopo un primo colloquio con il medico, infatti, il paziente intraprende un percorso assistenziale con l’infermiere stomaterapista, che lo prende in carico per raccogliere le informazioni necessarie e per eseguire il disegno pre-operatorio della stomia. Al paziente vengono proposti diversi presidi per stomia e alla fine si decide per quello che più si adatta al suo corpo.

Il percorso procede anche nel post-intervento con l’educazione al paziente e al caregiver. È importante insegnare fin da subito i principi base per costruire una buona routine nella gestione della stomia – dice Massimo Grezio, coordinatore infermieristico Ua chirurgie generali, chirurgia del trauma e chirurgia toracica dell’ospedale Maggiore di Bologna -la cute peristomale deve essere trattata con cura per evitare irritazioni e permettere una corretta applicazione del dispositivo. Sarà poi compito dello stomaterapista valutare l’acquisizione da parte del paziente dell’autonomia nella gestione dello stoma.

Giornalista
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