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Sala di risveglio, responsabilità infermieristiche nel monitoraggio

di Ivan Loddo

Sala Operatoria

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Ischemia cerebrale e non solo, sintomi e diagnosi

Il periodo post-operatorio è la fase che segue immediatamente l'intervento chirurgico; la sua durata e complessità variano in base alla tipologia di intervento, alle tecniche chirurgica e anestesiologica utilizzate e alla presenza e gravità di eventuali complicazioni per il paziente.

Monitoraggio paziente in sala di risveglio

Il successo terapeutico nel post-operatorio dipende anche dagli Infermieri

Quello post-operatorio è senza dubbio uno dei momenti più delicati per la vita del paziente dopo l'intervento chirurgico; il suo management richiede da parte dell'équipe la considerevole conoscenza dei possibili eventi avversi e delle procedure che li possono limitare, in relazione alla situazione clinica dell'operato.

Le figure professionali che si interfacciano con il malato nell'immediato post-operatorio sono il medico anestesista, l'infermiere di sala, l'infermiere di anestesia, e gli operatori di supporto.

L'infermiere svolge, in merito, un ruolo tanto fondamentale quanto complesso. Egli ha il compito di accogliere il paziente nella sala di risveglio, di monitorarne i parametri vitali ed emodinamici, di applicare le prescrizioni terapeutiche secondo indicazione del medico anestesista e di intervenire in maniera adeguata in caso di situazioni di criticità in cui il paziente si presenti in pericolo di vita.

Organizza, infine, solo dopo aver stabilizzato le condizioni del paziente, il trasferimento del paziente nell'unità operativa presso la quale è ricoverato.

L'assistenza infermieristica in sala risveglio è un nursing di area critica e dev'essere, pertanto, continua e minuziosa in quanto anche da essa dipendono il successo terapeutico e la qualità dell'esperienza del paziente.

La sala risveglio

La sala risveglio è la struttura facente parte del complesso operatorio all'interno della quale medici e infermieri esercitano, normalmente, le funzioni di assistenza post-operatoria, quali il monitoraggio dei parametri e delle funzionalità vitali, la somministrazione dei farmaci e della terapia infusionale, la sorveglianza dello stato di coscienza e la valutazione clinica globale del paziente neo-operato.

La zona risveglio è realizzata in un locale adibito alle esclusive funzioni previste e dev'essere dotato ai sensi del Decreto legislativo del 30/12/1992 n. 502 di:

  • prese elettriche, prese per l'ossigenoterapia, per l'aria compressa e l'aspirazione;
  • sistemi monitorizzati per la valutazione dei parametri vitali;
  • defibrillatore, ventilatori automatici e manuali, farmaci e presidi per l'urgenza;
  • filtrazione ad alta efficienza con un minimo di 6 ricambi d'aria per ora;
  • spazi adeguati e illuminazione efficiente.

Sorveglianza, monitoraggio e gestione del paziente nel post-operatorio

Successivamente all'intervento chirurgico e al risveglio dallo stato di coma indotto dall'anestesia, il paziente operato viene accolto dal personale medico e infermieristico all'interno dei locali della sala risveglio dove seguirà un periodo di sorveglianza e monitoraggio post-operatori.

Il paziente neo-operato, soprattutto se ha subito una anestesia generale, può presentarsi alla visita dei sanitari della sala risveglio con le attività motorie e psico-sensoriali limitate o particolarmente alterate, delirante, dolorante e “dotato” di presidi medico chirurgici quali, ad esempio, sondino naso gastrico, drenaggi chirurgici, cateteri venosi e cateteri vescicali.

All'infermiere spetta la valutazione e il management del paziente con le caratteristiche descritte, ma anche la valutazione dello stato clinico generale, la prevenzione e la gestione delle possibili complicanze post-operatorie in collaborazione con il medico anestesista.

La gestione del dolore nel paziente durante il post-operatorio è di considerevole importanza e lo stato di analgesia rappresenta per l'équipe anestesiologica un obiettivo primario.

Il dolore è un'esperienza individuale, soggettiva e spiacevole e dev'essere valutato e trattato quanto più precocemente possibile. L'infermiere lo fa utilizzando le competenze tecniche e umane proprie della professione infermieristica, utilizzando le più aggiornate linee guida in relazione alle risorse a disposizione.

Per l'infermiere che opera nella sala risveglio la conoscenza dei farmaci e dei possibili effetti, in particolare analgesici e stupefacenti, è di vitale importanza.

Oltre alla temperatura ambientale, sia l'anestesia generale che quella loco-regionale, unite a determinati eventi che possono verificarsi prima e durante l'intervento chirurgico, sono in grado di scatenare l'ipotermia.

L'ipotermia è la condizione nella quale il corpo umano fa registrare una temperatura inferiore a quella fisiologica. Nei casi più gravi può portare il paziente a sviluppare delle complicazioni respiratorie, cardiache e renali.

L'infermiere ha il compito di prevenirla ed eventualmente trattarla, facendo in modo che la dispersione di calore del paziente sia quanto più bassa possibile e lo fa agendo sulla temperatura dell'ambiente dove è collocato il paziente, utilizzando termocoperte , riscaldando le soluzioni da infondere e favorendo un idoneo posizionamento del paziente sul lettino.

Il vomito nel paziente neo-operato può essere scatenato da diversi fattori post-operatori (dolore, ipotensione, disidratazione, postura, somministrazione di stupefacenti ecc.) ai quali si aggiungono fattori chirurgici (es. durata intervento, chirurgia laparotomica) e fattori intrinseci del paziente (età, sesso, peso corporeo, terapia domiciliare, ansia). Esso può determinare soffocamento nel paziente non ancora del tutto cosciente e necessita di intervento farmacologico con la somministrazione di farmaci anti-emetici.

Le complicazioni respiratorie, cardiache e neurologiche (insufficienza respiratoria, infarto, aritmie, tromboembolia polmonare, emorragia cerebrale, ischemie ecc.) sono talvolta poco prevedibili e necessitano di un intervento immediato del personale infermieristico in collaborazione con l'équipe medica e prevedono un primo trattamento già nella sala risveglio con successivo trasferimento nelle unità operative specialistiche.

Le complicanze chirurgiche che possono andare dallo shock ad una grave emorragia richiedono talvolta un immediato trasferimento del paziente sul letto operatorio.

Dimissione e trasferimento nell'Unità Operativa

Soltanto quando le condizioni cliniche del paziente vengono stabilizzate dall'équipe medica e infermieristica e questo risponde correttamente agli stimoli esterni, può essere organizzato il trasferimento nell'Unità Operativa presso la quale è stato ricoverato in origine o in un centro differente (es. Terapia Intensiva), qualora vi siano state complicazioni richiedenti una sorveglianza e un trattamento più specifici.

Negli spostamenti, compreso quello dal letto operatorio alla barella, si deve prestare particolare attenzione evitando lesioni a carico del sistema nervoso e osteo-articolare, rassicurando il paziente e informandolo di tutto quello che succederà.

L'ok alla dimissione dalla sala operatoria spetta in ultima analisi al medico.

Un interesse esclusivo lo meritano gli operatori che movimentano il paziente operato; i trasferimenti, lo ricordiamo, devono essere effettuati in sicurezza, in modo che anche i sanitari eseguano le manovre assumendo una corretta postura, sia per salvaguardare sé stessi dai traumi che per tutelare l'incolumità del paziente.

Il tragitto dal blocco operatorio alla stanza del paziente può richiedere la vigilanza del medico anestesista, di un infermiere di anestesia o di entrambi, in quanto l'insorgenza di aventi avversi durante il tragitto stesso non dev'essere lasciata al caso.

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