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Pubblico Impiego

Calabria, ad infermieri negata indennità di rischio

di Massimo Canorro

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Presso il Grande ospedale metropolitano “Bianchi Melacrino Morelli” sette operatori hanno diffidato i vertici aziendali a riconoscere loro l’indennità spettante ai professionisti sanitari che, nello svolgimento del lavoro, sono esposti a rischio radiologico. Il precedente dell’Aou “Mater Domini” di Catanzaro.

Indennità di rischio negata, 7 infermieri diffidano l'azienda

Grande ospedale metropolitano "Bianchi Melacrino Morelli"

I sette professionisti sanitari reggini, al pari dei cinque colleghi dell’Azienda ospedaliera universitaria “Mater Domini” di Catanzaro, si sono rivolti all’avvocato Paolo Pitaro, per chiedere che venga loro riconosciuta l’indennità e il congedo ordinario in riferimento alla legge n. 460 del 27 ottobre 1988 (“Modifiche ed integrazioni alla legge 28 marzo 1968, n. 416, concernente l’istituzione delle indennità di rischio da radiazioni per i tecnici di radiologia medica”).

La diffida riporta che a partire dal mese di giugno 2020 i sette infermieri si sono visti immotivatamente sospendere l’erogazione dell’indennità di rischio radiologico e non possono più fruire dei giorni di congedo ordinario aggiuntivo riconosciutigli dalla legge senza neanche essere stati prima informati di tale sospensione e senza conoscere le motivazioni che hanno indotto la datrice di lavoro ad adottare un simile illegittimo provvedimento.

Da parte loro, i sette infermieri hanno quindi diffidato il Grande ospedale metropolitano “Bianchi Melacrino Morelli” ad attivarsi nel più breve tempo possibile affinché venga loro riconosciuta l’indennità e, al contempo, hanno chiesto all’ispettorato territoriale del lavoro di Reggio Calabria di svolgere le opportune verifiche e convocare la datrice di lavoro per l’espletamento del tentativo di conciliazione.

In rapporto alla questione è stato interessato anche il commissario ad acta per l’attuazione del Piano di rientro del servizio sanitario regionale della Calabria, Roberto Occhiuto, affinché, per quanto di propria competenza, adotti i necessari atti per mettere il punto all’intera vicenda e, soprattutto, riconoscere ai lavoratori interessati l’indennità di rischio radiologico prescritta dalla legge.

Come anticipato, a metà luglio l’ispettorato del lavoro di Catanzaro aveva convocato, per la fine dello stesso mese, l’Azienda ospedaliera universitaria “Mater Domini”. I cinque infermieri del policlinico di Germaneto, nella diffida a firma dell’avvocato Pitaro, avevano denunciato l’omesso riconoscimento dell’indennità di rischio radiologico da parte della datrice di lavoro nonostante fossero in possesso di ogni requisito prescritto dalla legge e dal Ccnl comparto sanità (la diffida riporta che nonostante la datrice di lavoro abbia più volte sottoposto i cinque infermieri a visita medica per radioprotezione, li abbia dotati del dosimetro personale e abbia concesso loro il congedo ordinario aggiuntivo di cui all’art. 5 L. 724/1994, a tutt’oggi, non ha inspiegabilmente riconosciuto ai lavoratori l’indennità di rischio radiologico prevista dalla legge).

Pertanto, l’ispettorato aveva ritenuto sussistere gli estremi per aprire un iter ma, prima di avviare le consequenziali indagini nonché applicare le eventuali sanzioni, aveva convocato sia i vertici della “Mater Domini” sia i lavoratori per tentare una conciliazione.

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