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Pubblico Impiego

Ccnl Sanità, Nursing Up: dubbi su passaggi personale

di Massimo Canorro

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Aspettando l’atto di indirizzo che, con le sue risorse, dovrà avviare il nuovo contratto collettivo nazionale di lavoro, la sigla presieduta da Antonio De Palma si interroga sul nuovo ordinamento al quale si lavora. Soprattutto in merito alle proposte di alcuni sindacati, di ipotesi di passaggi dall’area operatori a quella degli assistenti. Occorre vigilare. Il 17 maggio nuovo incontro tra le parti.

Nursing Up: Se valorizzazione deve essere, lo sia per tutti i lavoratori

Antonio De Palma, presidente Nursing Up

Durante l’ultima riunione della delicata seduta contrattuale nell’ambito del rinnovo del Ccnl comparto sanità è stato affrontato, e approfondito, lo spinoso tema degli incarichi, in merito al quale il Nursing Up rende noto di aver posto più interrogativi.

Nessuna contrarierà alla valorizzazione delle altre categorie – spiega il sindacato – ma nel preciso momento in cui siamo di fronte, per iniziativa di alcune organizzazioni sindacali, ad una richiesta di passaggio diretto di personale da un’area all’altra, come accadrebbe nel caso degli operatori (attualmente in categoria B/BS), che vorrebbero far passare all’area C del nuovo contratto, quella degli assistenti (oggi in categoria C), si corre il rischio di trovarci di fronte ad una coperta troppo corta.

Al contempo, la sigla presieduta da Antonio De Palma fa presente che è stata anche prevista una norma transitoria, che aprirebbe la strada ad una promozione di massa degli interessati i quali, nell’ambito del passaggio richiesto dalla categoria BS alla C, in un primo momento, non richiederebbe nemmeno il possesso del titolo di studio previsto per l’area di destinazione, ovvero quella degli assistenti.

Un’ipotesi, questa, che desta più di un dubbio. Un eventuale movimento così importante di personale dalle aree di base verso quelle superiori, si tradurrebbe a nostro avviso, in una evidente, grave sperequazione per gli infermieri e per le altre professioni sanitarie, che invece resterebbero collocati nella ultima area prima di quella di elevata qualificazione.

Il sindacato chiede se mai tali ipotesi dovessero trovare accoglimento dall’Aran, l’introduzione di norme di equilibrio, per evitare quella che potrebbe preannunciarsi come una eventuale e grave sperequazione a danno di chi si trova in area delle professioni sanitarie e dei funzionari, infermieri in primis.

Se valorizzazione deve essere, lo sia in concreto per tutti i lavoratori. È questo, sintetizzando, il pensiero del Nursing Up, che – in rimando alla trattativa nella sua totalità – si chiede se non ci si trovi di fronte alla presenza nascosta della “lunga mano” di qualche regione, come ad esempio quella del Veneto (o di altre Regioni eventualmente interessate) che, con l’intento di esportare a livello nazionale i propri modelli organizzativi e formativi, pensa di creare la strada contrattuale per quella nuova categoria di OSS che essa stessa vorrebbe formare e per questo preme per passare l’intera categoria dall’area degli operatori a quella degli assistenti. Martedì 17 maggio il nuovo incontro tra le parti.

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