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Fials: Urge definire comparti e aree di contrattazione

di Massimo Canorro

Pubblico Impiego

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Concludere rapidamente l’accordo anche per dare un segnale forte alla politica, attuando le condizioni per la riapertura immediata delle trattative per i contratti dei dipendenti pubblici, come quello della sanità. Le parole, dopo l’ultima riunione con l’Aran, di Giuseppe Carbone e Gianni Recchia, rispettivamente segretario generale e componente della segreteria nazionale del sindacato Fials.

Rinnovo contratti, Carbone: è ora di ridare dignità al lavoro pubblico

Definire rapidamente questo accordo, non soltanto poiché non è più rinviabile, ma anche per fornire un segnale deciso alla politica, ponendo le condizioni di base in merito alla pronta riapertura delle trattative per i contratti dei dipendenti pubblici, come quello della sanità. Parole di Giuseppe Carbone, segretario generale della Fials, a margine alla riunione che si è svolta – in modalità telematica – con l’Aran agenzia per la rappresentanza negoziale delle PA.

Obiettivo dell’incontro (che è stato aggiornato, per l’analisi da parte della stessa Aran delle diverse posizioni espresse, a un paio di settimane): circoscrivere comparti e aree nell’ambito del periodo 2019-2021, atto propedeutico alla definizione dell’Atto di Indirizzo da parte del Ministro della Funzione Pubblica all’Aran per la riapertura dei contratti nazionali di lavoro.

Precisazione d’obbligo: la Federazione italiana autonomie locali e sanità aderisce alla Confsal, per la quale hanno partecipato alla riunione a distanza Massimo Battaglia (segretario generale Confsal-Unsa), Elvira Serafini (segretario generale Snals-Confsal) e Gianni Recchia (componente segreteria nazionale Fials).

Ma qual è lo stato di avanzamento dei lavori per arrivare ai rinnovi?

A rispondere è lo stesso Recchia: Tecnicamente e, crisi di governo permettendo, la situazione che si è venuta a creare implica un minimo di due mesi e quindi la possibilità di iniziare le trattative contrattuali già da aprile, con l’auspicio di concludere e sottoscrivere le ipotesi di contratto prima dell’estate.

Ad ogni modo, laddove si pervenisse, nella seconda decade di febbraio, alla stipula del contratto quadro sull’individuazione delle aree e comparti, e definito l’iter procedurale con l’assenso del ministero della Funzione Pubblica, lo stesso ministro – fermo restando l’attuale scenario politico – deve emanare all’Aran il relativo atto di indirizzo nel quale vengono definite le linee guida su cui si concentrerà il confronto tra sindacati e Aran per stipulare i singoli contratti nazionali di lavoro per le 4 aree dirigenziali e i 4 comparti, riprende Recchia, che evidenzia: In particolare, proprio per il titolo V della Costituzione, per definire il contratto nazionale di lavoro per il triennio 2019-2021 sia per l’area della dirigenza sia del personale del comparto sanità del SSN, occorre che il Comitato di Settore Regioni-Sanità – facente parte della Conferenza delle Regioni – emani l’atto di indirizzo specifico all’Aran sulle linee guida per la stipula dei singoli contratti nazionali per l’area dirigenziale e quella del comparto.

Fermo restando che l’accordo sui comparti dovrà, necessariamente, prevedere anche sezioni specifiche tecniche ed economiche, laddove indispensabile, soprattutto con riferimento alle professioni sanitarie, spiega Carbone per Fials. Quindi il segretario generale tiene a precisare che chiariti alcuni aspetti cardine, non solo i rinnovi dei contratti per i dipendenti e professionisti devono essere avviati, ma abbiamo l’obbligo di arrivare in un lasso di tempo circoscritto alla loro chiusura, poiché siamo già in scadenza degli stessi. Contratti nazionali innovativi per il personale in grado di dare maggiore efficacia alla sanità anche attraverso azioni specifiche e risorse del recovery plan.

Contratto nazionale innovativo

E proprio sul contratto nazionale innovativo interviene Recchia, esprimendosi in merito all’urgenza di rivedere i criteri di progressione economica in correlazione alla valutazione delle competenze professionali acquisite e dell’esperienza professionale maturata, come allineare giuridicamente e contrattualmente le professioni sanitarie e sociali alla dirigenza sanitaria, riconoscendo pari dignità professionale ed economica in rapporto alle competenze, autonomia e responsabilità.

Dunque, mediante il riconoscimento per tutte le professioni sanitarie e “l’attività libero professionale intramoenia”, “l’indennità di esclusività” del rapporto di lavoro e l’attribuzione doverosa, degli “incarichi a valenza professionale” per tutti i professionisti sanitari, nessuno escluso, in fase di prima assunzione (come avviene per la dirigenza sanitaria).

Ma non è tutto. A seguito dell’incontro, il segretario generale della Fials, Carbone, ha rimarcato l’importanza di dare dignità al lavoro pubblico, valorizzare le diverse professionalità e la carriera con gratificazione economica, considerandoli elementi imprescindibili per attirare talenti in sanità e pervenire a retribuzioni in media con quelle europee a parità di professionalità e di competenze ed autonomia professionale.

Incalza Recchia, che in qualità di componente della segreteria nazionale della Fials circoscrive quanto sia rilevante l’eliminazione dei rapporti di lavoro precari – flessibili oppure a tempo determinatoche delimitano, e tanto, i diritti economici e normativi degli stessi operatori. Rapporti che creano problematiche serie sui modelli organizzativi aziendali, specie in sanità, e quindi occorre dare dignità al lavoro pubblico con la definitiva stabilizzazione del personale. Senza dimenticare l’ulteriore elemento di dignità del lavoro pubblico rappresentato dalla sicurezza dei rinnovi contrattuali nei tempi stabiliti e non, come avviene attualmente, a conclusione della vigenza contrattuale. Nonché l’eliminazione di norme ingiuste per i dipendenti pubblici rispetto a quelli del privato.

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