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Contratto sanità, lo stato sulla trattativa per il rinnovo

di Massimo Canorro

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Nell’ambito della trattativa per il rinnovo del Ccnl del comparto della sanità pubblica, nel corso dell'incontro di ieri l’Aran ha presentato un primo testo in materia di nuova classificazione del personale del settore sanità. Un testo che è stato definito parzialissimo da Cgil, Cisl e Uil, che attraverso una nota unitaria hanno espresso la propria perplessità. E mentre sulle quattro aree del nuovo sistema di “classificazione del personale” la Fials ha replicato punto per punto, il NurSind ha chiesto la creazione di un’area per le professioni sanitarie e una sub area o sezione per infermieri ed ostetriche. Si alza dal tavolo del confronto del tutto insoddisfatto il Nursing Up: Continua a latitare la necessaria apertura nei confronti delle istanze degli infermieri.

Contratto sanità: insoddisfazione dei sindacati

Una visione della pubblica amministrazione che rimane uniforme, mentre la sanità ha una sua peculiarità. In questo modo non può esserci risposta alle esigenze dei professionisti del comparto né può essere valorizzato il loro ruolo. Questo, in sintesi, il pensiero del segretario nazionale del NurSind, Andrea Bottega, dopo aver letto la bozza presentata ieri dall’Aran nell’ambito della trattativa – iniziata lo scorso 5 agosto – per il rinnovo del Ccnl del comparto della sanità pubblica.

La bozza presentata ai sindacati al tavolo di contrattazione, ha riguardato la classificazione del personale, con un articolato completamente nuovo, dove – secondo il NurSind – l’area dei professionisti della salute e dei funzionari definisce i ruoli dei sanitari unicamente in rapporto al titolo di studio e non anche al grado di responsabilità e competenza dovute alla presa in carico assistenziale che caratterizza infermieri ed ostetriche.

Da parte sua Bottega spiega quelle che, nel dettaglio, sono state le richieste avanzate dal sindacato: Come nella passata tornata contrattuale, abbiamo chiesto di creare un’area per le professioni sanitarie e una sub area o sezione per infermieri ed ostetriche, all’interno della quale chiedere, valorizzazione anzianità di servizio, indennità di esclusività, libera professione con libertà di determinare il proprio onorario, maggiore remunerazione per disagio notturno e la revisione del sistema incarichi funzionali in merito ai requisiti di conferimento.

Nursing Up: non sono state accolte le nostre ipotesi

Non usa le mezze misure il presidente nazionale del Nursing Up, Antonio De Palma, che nel corso delle trattative per il rinnovo contrattuale 2019/2021 del comparto sanità ha preso atto – con profondo rammarico – che allo stato attuale manca la necessaria apertura nei confronti delle istanze degli infermieri, tanto da parte del governo quanto dell’Aran che lo rappresenta. Così De Palma: Abbiamo chiesto al presidente dell’Aran, Antonio Naddeo, di spiegarci perché fino ad ora non ha accolto, ma nemmeno messo in discussione, nessuna delle ipotesi oggetto della nostra piattaforma. Sino a quando non vedremo una concreta apertura verso gli infermieri, parteciperemo alle sedute contrattuali mostrando tutto il nostro disappunto. A prevalere, nel Nursing Up, sono sentimenti che spaziano dall’amarezza al dissenso.

Non c’è alcuna volontà di stare zitti e buoni – ci mancherebbe – anzi, il sindacato degli infermieri rende noto che non esiteremo a proclamare una nuova mobilitazione, se il nuovo ordinamento professionale non riconoscerà una reale valorizzazione agli infermieri, in primis, assieme agli altri professionisti sanitari con analoga base giuridica. E proprio su questo, il Nursing Up si rivolge al ministro per la Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, chiedendogli di mantenere fede agli impegni: Gli infermieri hanno i requisiti per accedere all’area elevata qualificazione o ad un’area dedicata, con le altre professioni sanitarie giuridicamente affini, nel rispetto della direttiva sottoscritta dal Ministro e delle previsioni della Legge 113/2021. Nessuna norma prevede che l’accesso all’area elevata qualificazione debba essere subordinato al possesso di laurea magistrale, come invece leggiamo nei documenti che contestiamo.

Cgil, Cisl e Uil: aprire confronto senza vincoli

Insoddisfazione allo stato attuale – espressa attraverso un comunicato unitario – è quella riportata anche da Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl a conclusione del confronto di ieri con l’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni nell’ambito del rinnovo del CCnl del settore sella sanità pubblica. L’Aran ci ha inviato un nuovo articolato contenente la proposta di revisione dell’ordinamento professionale in relazione al quale, in premessa, il presidente Naddeo ha comunque precisato che si tratta di un primo documento di base, dal quale partire per giungere ad un sistema di classificazione in grado di dare concrete risposte ai lavoratori che operano nel Servizio sanitario nazionale. Proposta che, sintetizzando, prevede quattro aree al cui interno non sono declinati ulteriori livelli economici, rispetto alle quali l’agenzia non ha ancora formulato proposte né sulla disciplina delle progressioni economiche all’interno delle aree, né sul sistema degli incarichi: area degli operatori; area degli assistenti; area dei professionisti della salute e dei funzionari; area delle professioni ad elevata qualificazione.

E alla luce del documento visionato, qual è il giudizio espresso da Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl? Insoddisfacente – riporta la nota – ben lontano dai contenuti della nostra piattaforma e, conseguentemente, abbiamo sottolineato all’Aran che riteniamo la proposta formulata solo un primo punto di partenza, sul quale aprire un confronto senza vincoli e a condizioni aperte.

In particolare, le criticità sollevate riguardano l’assenza di un sistema di posizioni infracategoriale per tutte le aree ed inoltre il rischio di abbassare il salario di accesso per i neo assunti di alcuni profili, oltre a penalizzare i percorsi di valorizzazione.

E ancora, l’assenza, nella riformulazione delle declaratorie, di alcuni profili oggi ancora presenti nei servizi sanitari regionali, nonché l’assenza di un richiamo al principio della valorizzazione dell’autonomia; la previsione esclusiva del requisito di laurea magistrale unita a cinque anni di esperienza in incarichi di responsabilità o posizioni equivalenti del settore privato per l’accesso alla quarta area. Infine, abbiamo osservato che l’assenza nel documento di una proposta di revisione del sistema degli incarichi – che nella nostra piattaforma unitaria è invece strettamente collegato al sistema di classificazione – non consente, allo stato, di poter esprimere un giudizio complessivo.

Fials: professionisti della salute devono avere una propria area

Sul nuovo “sistema di classificazione del personale” – che, come anticipato, configura in quattro aree distinte corrispondenti a quattro differenti livelli di conoscenze, abilità e competenze professionali necessarie all’espletamento delle attività lavorative – è intervenuta anche la Fials.

Attraverso un comunicato, la Federazione italiana autonoma lavoratori sanità ha circoscritto: Ancora non ci sono state sottoposte ipotesi su progressioni economiche all’interno delle aree e sistema degli incarichi. Spiace piuttosto rilevare subito, che la proposizione della declaratoria delle aree e dei profili, sia stata definita tenendo presente solo il titolo di studio e non certamente i livelli di conoscenze, abilità e competenze professionali e, in particolare, all’inserimento nell’area degli operatori del profilo di operatore socio sanitario, che deve essere collocato nell’area degli assistenziali.

E ancora, la Fials ha chiesto che la terza area venga divisa in due: i professionisti della salute devono avere una propria area. Una differente deve essere attribuita ai funzionari amministrativi, tecnici e professionali. Rispetto alla quarta area innovativa, quella riferita alle professioni ad elevata qualificazione, riteniamo rilevante che si prefigurano profili professionali strutturati. Ma riteniamo che la declaratoria definita, merita un approfondimento per evitare confusioni o doppioni con le competenze degli incarichi gestionali o professionali.

Per Fials è basilare fare comprendere che si tratta di profili professionali che devono svolgere stabilmente funzioni con carattere continuativo, con compiti di direzione sul governo di processi clinico/assistenziali complessi (professioni sanitarie e socio sanitarie) o sistemi tecnologici, giuridici (amministrativi, tecnici e professionali) – solo per fare alcuni esempi – ed in posizione di elevata responsabilità ed autonomia, ai fini dello sviluppo e dell’attuazione degli obiettivi aziendali. Riteniamo che si debba sviluppare subito il sistema degli incarichi gestionali e professionali e dei passaggi di carriera tra le diverse aree e siamo disponibili, ripetiamo, ad un confronto serrato per chiudere questo contratto entro la fine del 2021, è la chiosa di Fials.

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