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Contratto sanità, NurSind chiede di non bruciare le tappe

di Massimo Canorro

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Rivolgendosi al ministro per la Pa, Brunetta, il sindacato degli infermieri chiede di non correre in merito all’aggiornamento dell’ordine professionale, che invece comporta particolare attenzione. Prioritaria la valorizzazione economica degli infermieri, spiega il segretario nazionale del NurSind, Andrea Bottega.

Rinnovo CCNL Sanità, Bottega: restituire dignità e valore agli infermieri

Andrea Bottega, segretario nazionale NurSind

Procedere spediti ma senza bruciare le tappe pur di chiudere il contratto della sanità e sventolare una bandierina. È l’appello che il NurSind rivolge al ministro per la Pa, Renato Brunetta, auspicando che – certamente – si proceda quanto prima sia con la revisione normativa del precedente accordo datato 2018 sia sulla valorizzazione economica degli infermieri (come ricorda anche la Fnopi, nel nostro paese le retribuzioni degli infermieri non subiscono rilevanti e sostanziali variazioni da anni. Chi lavora nel pubblico parte, a inizio carriera, da uno stipendio di circa 1.150 euro netti).

Ciò detto, in merito all’aggiornamento dell’ordinamento professionale non bisogna correre. Senza la messa a terra dei progetti previsti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza, infatti, sarebbe un intervento a scatola chiusa, per non dire alla cieca, illustra il segretario nazionale del NurSind, Andrea Bottega – dunque, anche in rimando alla presenza degli infermieri all’interno del Pnrr – nell’ottica dell’appuntamento del 21 settembre all’Aran per il prosieguo delle trattative per il rinnovo del Ccnl del comparto della Sanità Pubblica. Da qui la proposta concreta del sindacato degli infermieri: Si lasci aperto un tavolo contrattuale anche nel 2022 in previsione di interventi normativi che, di certo, riguarderanno il personale alla luce delle progettualità del medesimo Piano.

Dunque, in attesa che la contrattazione entri nelle sue fasi cruciali, il NurSind tiene a puntualizzare: Non abbiamo sottoscritto il contratto chiuso nel 2018 perché non dignitoso per la categoria. Auspichiamo che stavolta non si ripetano i vecchi errori. Entrando nel merito, Bottega spiega: Ci aspettiamo migliori condizioni normative. E le prime proposte arrivate sul tavolo non lo sono, in quanto tutte sbilanciate a favore del datore di lavoro.

Come primo step, il NurSind ritiene che occorra prenda il via il sistema degli incarichi professionali rimasto sulla carta. Spiega ancora il segretario: Bisogna aprire sia ai professionisti sanitari esperti sia agli specialisti. Va da sé, poi, che la categoria vada valorizzata sul piano economico, a prescindere dell’indennità specifica infermieristica che diamo per acquisita, già finanziata in legge di Bilancio.

Soprattutto l’attenzione del NurSind è rivolta al personale turnista, che assicura una copertura 24 ore su 24, ha meno diritti ed è il più usurato. È ora di passare dalle parole ai fatti, anche perché la disaffezione per la professione infermieristica è un fenomeno crescente a cui l’emergenza pandemica ha solo impresso un’accelerazione. In che modo, dunque, motivare la categoria e i giovani che vorrebbero intraprendere questo percorso, tanto appagante quanto complesso? L’unica strada è quella di restituire dignità e valore agli infermieri, conclude Bottega.

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