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Pubblico Impiego

Contratto statali, la bocciatura della Corte dei conti

di Redazione

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L’allarme è scattato per un articolo dell’Adnkronos sulla Corte dei conti che ha bocciato il nuovo contratto. Ma attenzione: non si tratta del contratto del comparto sanità, come in molti hanno creduto. Bensì del nuovo contratto degli statali. Ma la notizia mette in guardia anche i sanitari.

Corte dei conti boccia il nuovo contratto degli statali

corte dei conti

La sede della Corte dei conti

Secondo la Corte dei conti il nuovo contratto degli statali è deludente. Il problema sono gli aumenti tabellari e nessun incremento basato sulla produttività.

Chiariamo subito che si sta parlando del contratto dei 250 mila dipendenti di ministeri, agenzie ed enti statali e Cnel. La sanità, dunque, non c’entra nulla. La Corte dei conti ha bocciato il nuovo contratto del comparto Funzioni centrali.

Il vero parametro per certificare la compatibilità economica di incrementi contrattuali, specie se superiori all’andamento dell’inflazione – spiega la Corte dei conti - non può prescindere da una valutazione degli effetti della contrattazione, in termini di recupero della produttività del settore pubblico. Sotto tale profilo - continua - l’ipotesi all’esame si rivela complessivamente deludente", perché le risorse messe a disposizione risultano "pressoché esclusivamente per corrispondere adeguamenti delle componenti fisse della retribuzione. Il punto è che invece con la riforma Brunetta si affidava alla contrattazione collettiva il compito di procedere d una sostanziale ridefinizione delle componenti variabili della retribuzione, da destinare prevalentemente a finalità realmente incentivanti e premiali.

Dunque, nel mirino dei magistrati contabili c’è finito il contratto del comparto Funzioni centrali. Ma il rischio è che possa finirci anche quello del comparto sanità, rinnovato con la firma all’Aran lo scorso 23 febbraio. Staremo a vedere. Di certo, per i sindacati non è il momento di abbassare la guardia.

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