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Pubblico Impiego

Infermieri precari, la vittoria a Bruxelles

di Redazione

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Il parlamento europeo approva una risoluzione contro il precariato e l’abuso dei contratti a tempo determinato. Una vittoria per gli infermieri precari di Taranto che hanno portato avanti una battaglia lunga anni.

Il caso degli infermieri precari a Bruxelles

parlamento europeo

Il parlamento europeo

Gli infermieri precari di Taranto avevano portato la loro situazione di fronte al parlamento europeo. Il caso era già stato sollevato a marzo quando Pierpaolo Volpe, infermiere di Taranto, era andato a Bruxelles proprio per rivendicare il suo diritto a un posto di lavoro a tempo indeterminato dopo aver fatto ben più di 36 mesi di contratti a termine in un’azienda sanitaria italiana. Il caso aveva sollevato la situazione del lavoro precario italiano direttamente alla commissione petizioni del Parlamento europeo.

Alla fine dell’audizione, la presidente della commissione, la svedese Cecilia Wikstrom, aveva usato parole molto forti nei confronti dello Stato italiano. Alle autorità italiane vorrei esprimere grande preoccupazione – aveva detto -, perché quello che accade non è degno di uno Stato membro dell’Unione europea del 2017. Abbandonate questo comportamento sbagliato e rapidamente.

Ieri il parlamento europeo ha approvato la risoluzione in plenaria sulla lotta alla precarietà e all’abuso dei contratti a termine. Il parlamento europeo con il testo approvato ieri ritiene che per lavoro precario si debba intendere un lavoro che deriva, tra l'altro, da un uso abusivo di contratti di lavoro temporanei in violazione delle norme internazionali in materia di condizioni di lavoro, dei diritti dei lavoratori e del diritto dell'UE; sottolinea che il lavoro precario implica un maggiore esposizione alla vulnerabilità socioeconomica, risorse insufficienti per una vita dignitosa e una protezione sociale inadeguata.

Ma la risoluzione parla anche del caso dei precari della Asl Taranto licenziati, quando dice che il parlamento europeo condanna il fatto che i lavoratori riconosciuti dalle competenti autorità giudiziarie come vittime di un utilizzo abusivo di contratti a tempo determinato, in violazione della direttiva 1999/70/CE, sono stati licenziati; è fermamente convinto che, laddove abbiano avuto luogo gli abusi relativi a una successione di contratti a tempo determinato, sia possibile applicare una misura che offra garanzie efficaci ed equivalenti per la tutela dei lavoratori, al fine di sanzionare debitamente gli abusi ed eliminare le conseguenze della violazione del diritto dell'UE, nonché per salvaguardare la posizione occupazionale dei lavoratori interessati.

L’Europarlamento riconosce nella conversione del contratto da determinato a indeterminato, la misura sanzionatoria anti-abuso più forte e da adottare in tutte le legislazioni nazionali. La risoluzione verrà trasmessa, a cura del presidente del parlamento al consiglio europeo, alla commissione europea e ai governi degli Stati membri.

Un risultato enorme che viene dalla Puglia e nello specifico da Taranto commenta Pierpaolo Volpe.

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