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Infermiere precario si appella a Bruxelles

di Redazione

Pubblico Impiego

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Un infermiere italiano a Bruxelles per rivendicare il suo diritto a un posto di lavoro a tempo indeterminato dopo aver fatto ben più di 36 mesi di contratti a termine in un’azienda sanitaria italiana. Il caso di Pierpaolo Volpe, infermiere di Taranto, porta la situazione del lavoro precario italiano direttamente alla commissione petizioni del Parlamento europeo.

Il lavoro precario nella sanità italiana davanti alla commissione europea

Il 22 marzo Pierpaolo Volpe, infermiere forense, sarà a Bruxelles alla commissione petizioni del Parlamento europeo per discutere in udienza pubblica e in diretta streaming, alla presenza anche della commissione europea e del governo italiano, la propria petizione sul precariato pubblico. Non solo il suo caso, ma anche quelli di altri colleghi, alcuni dei quali si sono visti rifiutare dal giudice la conversione del contratto a termine in contratto a tempo indeterminato e anche il risarcimento danni, nonostante avessero addirittura 50 mesi di contratti alle spalle.

Volpe aveva presentato la petizione nel 2015 proprio per denunciare l’utilizzo abusivo dello Stato italiano dei contratti a termine nella pubblica amministrazione. Il 22 marzo in commissione si discuterà non solo del caso italiano, ma anche di quello spagnolo e portoghese. E saranno trattate anche altre quattro petizioni sul precariato pubblico nel settore sanitario, dissertate dall’avvocato Vincenzo De Michele del foro di Foggia e dall’avvocato Sergio Galleano del foro di Milano.

Denunceremo congiuntamente la gravissima situazione in cui versano i precari della pubblica amministrazione – dice Volpe - e le gravissime violazioni poste in essere dallo Stato italiano. Metteremo in evidenza come anche la prossima riforma della pubblica amministrazione che lo Stato italiano sta per adottare, e di cui si conosce il testo, non è in grado di risolvere il problema definitivamente, in quanto non individua una sanzione adeguata in caso di illegittima precarizzazione.

Chiederemo al Parlamento europeo – conclude Volpe - di mettere in campo ogni azione utile a consentire il superamento del precariato e di obbligare lo Stato italiano al rispetto delle direttive europee.

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