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Contratto sanità, Aran convoca i sindacati per il 22 febbraio

di Redazione

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L’Aran ha convocato per il 22 febbraio le rappresentanze sindacali della dirigenza medica veterinaria e sanitaria per la riapertura delle trattative sul rinnovo del contratto. E mentre per Andrea Filippi, segretario nazionale di Fp Cgil medici e dirigenti, questo rappresenta un motivo per revocare lo sciopero del 23 febbraio, per i sindacati degli infermieri la trattativa sarebbe una presa in giro e lo sciopero non è in discussione.

La bozza del contratto presentata ai sindacati il 22 febbraio

Sono state convocate dall’Aran per il 22 febbraio le rappresentanze sindacali della dirigenza medica veterinaria e sanitaria con il progetto di riaprire le trattative sul rinnovo del contratto sanità.

Ecco la bozza di rinnovo del contratto sanità presentata ai sindacati.

Con questa nuova convocazione, per Andrea Filippi, segretario nazionale di Fp Cgil medici e dirigenti, vengono meno i presupposti per lo sciopero programmato per il 23 febbraio, poiché si tratterebbe di un primo passo avanti che ci consente di esercitare finalmente l'apertura della contrattazione senza pesare su cittadini e lavoratori.

Di tutt’altro avviso i sindacati degli infermieri, che restano fermi sulla decisione di scioperare il 23 febbraio, perché – anche dal nulla di fatto dell’incontro del 12 febbraio scorso descritto da Nursing Up - la bozza Aran che sta circolando sarebbe una presa in giro.

Lo aveva dichiarato nei giorni scorsi, senza troppe remore, Antonio De Palma, presidente Nursing Up, per il quale è scandaloso che ci ripropongano le stesse indennità ferme da vent'anni, senza differenziazioni. Vogliono un rinnovo contrattuale a costo zero.

A riguardo, nella bozza si legge che agli operatori categorie A-D per almeno 12 ore giornaliere ed effettivamente operanti su due turni in corsia o in struttura protetta spetterebbe un’indennità di 2,07 euro. Inaccettabile - sottolinea De Palma - l'indennità è corrisposta purché vi sia effettiva rotazione del personale su due turni, tale che nell'arco del mese si evidenzi un numero sostanzialmente equilibrato dei turni almeno pari al 30%.

Le proposte Aran in merito alla costituzione dei fondi e il primo articolato sulle varie indennità sono insoddisfacenti anche per Adamo Bonazzi, Segretario Generale Fsi-Usae, che ha dichiarato: L'Aran deve partire dall’impianto contrattuale esistente che è specifico e non fare voli pindarici verso normative che distruggerebbero il sistema della sanità pubblica. Aran deve pensare ad un impianto normativo leggero con poche ma significative modifiche delle norme esistenti che recepiscano le innovazioni professionali ed organizzative del pianeta sanitario ospedaliero e territoriale, con significativi interventi invece sull’impianto della scala parametrica contrattuale che recepiscano le nuove professioni introdotte nel sistema negli ultimi 15 anni (come ad esempio gli Operatori Socio Sanitari) e che diano la giusta soddisfazione a quei professionisti della sanità che hanno investito il proprio tempo e in molti casi il proprio denaro per acquisire formazione supplementare e nuove competenze.

I professionisti della sanità sono a tutti gli effetti dei Quadri e questo gli deve essere riconosciuto. Non è solo una questione economica - prosegue Bonazzi - È una questione di giustizia professionale: chi ha delle competenze va valorizzato. Ma l’Aran deve anche pensare a compensare adeguatamente i vari disagi, partendo di chi lavora su turni o da chi resta a disposizione del sistema con la pronta disponibilità

Ad esprimere forti perplessità anche gli anestesisti di Aaroi Emac, che confermano lo sciopero, a meno che il 20 febbraio non vengano proposte condizioni minime per iniziare un confronto. La convocazione Aran – scrivono in una nota - era ormai nell'aria, in un clima pre-elettorale che, fino al momento in cui le Oo.Ss. dei Medici Ospedalieri e alcune degli Infermieri (grandi assenti, guarda caso, quelle Confederali del Comparto) non hanno annunciato lo sciopero del 23 febbraio, ha visto la Sanità “argomento tabù” per tutte le forze politiche in corsa per il 4 marzo. Salvo poi, improvvisamente come ci aspettavamo, - a seguito del malcontento montante dei professionisti sanitari - essere messa “al centro” di promesse multilaterali giocate al rialzo.

Il 22 febbraio saranno al tavolo anche le regioni, dalle quali ci si aspetta chiarezza sulle risorse economiche.

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