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Manovra 2022, Cgil Cisl Uil Fp su adeguamento risorse Ccnl

di Redazione Roma

Pubblico Impiego

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Dopo un’attenta lettura della Legge di Bilancio, esprimiamo preoccupazione per la possibilità di rinnovare i contratti in maniera consona all’esigenza di innovazione e di valorizzazione professionale del lavoro pubblico, spiegano i dirigenti sindacali Sorrentino, Petriccioli e Librandi. In merito al recente, nuovo incontro con l’Aran per il rinnovo contrattuale 2019/2021 le organizzazioni sindacali ritengono che nel complesso il testo debba essere ancora migliorato.

Preoccupazione per la manovra di bilancio per Cgil CISL e UIL

Forte preoccupazione. È quella espressa all’unisono, attraverso una nota, dai segretari generali di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl, Serena Sorrentino, Maurizio Petriccioli e Michelangelo Librandi, a seguito della lettura della Legge di Bilancio. Dopo una lettura attenta – precisano – sentiamo di esprime grande apprensione in merito alla possibilità di rinnovare i contratti in maniera consona all’esigenza di innovazione e di valorizzazione professionale del lavoro pubblico, considerate le risorse messe a disposizione per la riforma del sistema professionale e la contrattazione decentrata. Continuano: Abbiamo presentato due emendamenti con l’intento di incrementare lo stanziamento contrattuale e rispettare gli impegni sottoscritti dal Governo con Cgil Cisl e Uil con il Patto del 10 marzo scorso. Il riferimento, ovviamente, è al Patto per l’innovazione del lavoro pubblico e la coesione sociale, che si inserisce lungo il tracciato di un’azione di rilancio del nostro paese, mirata a realizzare gli obiettivi risolutivi della modernizzazione del “sistema Italia” dell’aumento della coesione straordinaria, a partire dall’opportunità offerta dal Piano nazionale di ripresa e resilienza.

Ad ogni modo, il primo emendamento presentato verte sulla modifica dell’articolo n. 182 con l’intento di sanare il problema del finanziamento delle risorse utili a superare i vincoli attualmente esistenti sulla contrattazione integrativa, aumentando lo stanziamento e rendendolo compatibile con le dinamiche di sofferenza dei bilanci delle amministrazioni locali e sanitarie, nell’ottica di un complessivo investimento del paese e del governo sul lavoro pubblico stiamo chiedendo rispetto e coerenza degli impegni sottoscritti con il Patto i cui contenuti tendono a valorizzare sia il rilancio del servizio pubblico, sia una fisiologica crescita del potere d’acquisto delle retribuzioni dei lavoratori dipendenti del settore pubblico, che continuano a pagare gli effetti di un blocco decennale dei contratti, puntualizzano i tre dirigenti sindacali.

Il Patto ha individuato, come espressamente dichiarato, l’urgenza di avviare una nuova stagione di relazioni sindacali, fondata sul confronto con le organizzazioni, e di portare a compimento i rinnovi contrattuali del triennio 2019-2021, ritenendoli un basilare investimento tanto politico quanto sociale. In merito al secondo emendamento, osservano ancora Sorrentino, Petriccioli e Librandi, il focus è sull’articolo n. 185 ed è teso a garantire una maggiore efficacia al nuovo ordinamento professionale che accompagnerà il rinnovo del Ccnl 2019-2021. Chiediamo l’adeguamento delle risorse alle esigenze della contrattazione e il superamento delle percentuali riferite al monte salari contenute nei relativi articolati.

Si teme, infatti, di vanificare lo sforzo di portare a termine in tempi celeri il rinnovo del contratto con la riforma dell’ordinamento professionale e la leva della contrattazione decentrata come propulsori di un grande processo di innovazione che accompagni l’amministrazione nel percorso di riforma e di innovazione e renda protagonisti i dipendenti, ai quali si devono schiude opportunità di crescita, di acquisizione di competenze nuove e di carriera. I segretari generali di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl ritengono che l’attuale crisi pandemica – anche alla luce delle nuove varianti – impone di dare una risposta adeguata ai lavoratori dei servizi essenziali e di migliorare la prossimità ai cittadini, partendo dalla sanità. Il contratto deve riconoscere il valore delle professionalità e del fattore umano quali strategici per il cambiamento.

Lo scorso 29 novembre si è svolto un nuovo incontro tra l’Aran e le organizzazioni sindacali del comparto delle Funzioni centrali per il rinnovo contrattuale (l’iter tra le parti ha preso il via lo scorso 5 agosto). Come riporta la nota a firma di Florindo Oliverio, segretario nazionale Fp Cgil, l’Aran ha presentato alle parti un nuovo articolato abbastanza completo in merito ai titoli del nuovo Ccnl ma ancora distante da quella che dovrà essere una eventuale ipotesi di intesa per gli articoli mancanti ed altri che urgono di ulteriori approfondimenti e valutazioni. Prosegue la nota: È bene evidenziare come il testo presentato a inizio di seduta e, ancor più, le conclusioni del presidente dell’Aran dopo gli interventi delle organizzazioni sindacali, rappresentino uno stato di avanzamento ulteriore del negoziato, rispondendo però ancora parzialmente alle questioni che abbiamo posto in termini di manutenzione del Ccnl 2016/2018, migliorandone gli istituti più innovativi, relativamente al rafforzamento del sistema di relazioni sindacali anche a supporto delle nuove necessità di innovazione organizzativa e dei servizi, dalla disciplina del lavoro a distanza al nuovo ordinamento professionale.

Viene fatto altresì presente che non è ancora definito il quadro delle risorse complessivamente disponibili, per favorire il passaggio a un nuovo sistema dì classificazione per una Pa più riconoscente verso i suoi lavoratori e attrattiva verso chi decide di entrarci. Ragione per cui – chiosa Oliverio – riteniamo che il testo debba essere ancora migliorato e che, soprattutto, la bontà delle soluzioni contrattuali dovrà fare i conti con la reale disponibilità di risorse che, da ultimo, potranno verificarsi solo con la definitiva approvazione della prossima Legge di bilancio.

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