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Pubblico Impiego

Sblocco assunzioni e rinnovo contratto, Fials scrive al Governo

di Redazione

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Preoccupante carenza di infermieri aggravata dal varo della recente normativa legislativa “quota cento”, stipendi nettamente al di sotto della media europea e necessità di una revisione totale degli attuali profili professionali per dare un inquadramento adeguato e coerente a tutti quei profili professionali che non sono riconosciuti appieno all’interno dell’attuale sistema delle professioni sanitarie (come ad esempio gli Oss). Per questo il sindacato Fials ha scritto al Governo e alle Regioni perché si apra un confronto sul “Patto per il lavoro in Sanità”.

Fials chiede al Governo un nuovo Patto per il lavoro in Sanità

Giuseppe Carbone, Segretario Generale Fials

La mancanza di lavoro in un Paese dove vi è tanta forza lavoro in attesa di primo lavoro, risorse umane con competenze elevate, acquisite con laurea specifica, spesse volte con difficoltà economiche e sacrifici, rimane una dimensione politica inaccettabile. Parliamo, in particolare, delle professioni sanitarie in sanità.

Così Giuseppe Carbone, Segretario Generale della FIALS, in una lettera inviata al Ministro dello Sviluppo Economico e del Lavoro On. Luigi Di Maio, al Ministro della Salute On. Giulia Grillo, al Ministro della Funzione Pubblica, Sen. Giulia Bongiorno e al Presidente della Conferenza delle Regioni e Province Autonome, Dott. Stefano Bonaccini.

Non è pensabile, afferma Carbone, che vi siano professionalità della sanità che non riescano durante la loro vita professionale ad avere un lavoro stabile e costrette, spesse volte, ad emigrare all’estero o a moltitudini di viaggi di speranza per la partecipazione a concorsi o avvisi pubblici per un posto di lavoro che deve essere un diritto inalienabile come afferma l’art. 1 della Costituzione ma che oggi viene negato.

Il problema è, ancora, il vuoto spaventoso di personale delle professioni sanitarie, specie infermieri, e le prestazioni assistenziali che vengono quotidianamente tamponate con soluzioni che non dovrebbero essere considerate lecite, come quella di non assumere personale, ma di utilizzare, per risparmiare il lavoro straordinario, lo strumento delle pronte disponibilità, quello messo a disposizione da cooperative o col lavoro interinale.

E lo stipendio degli infermieri continua a rappresentare un problema. Gli infermieri attualmente in servizio in Italia sono pochi e sottopagati - continua Carbone - e lavorano in situazioni di mancata sicurezza e per un tempo prolungato nel corso della stessa giornata e capita sovente di dover cominciare un turno dopo aver staccato dal precedente per mancanza di personale. A tutto ciò si aggiunge la problematica del demansionamento a causa della forte carenza di Operatori Socio Sanitari.

Individuazione Area Sociosanitaria per gli Oss

Operatori Socio Sanitari per i quali la Fials individua come necessaria una revisione totale degli attuali profili professionali per adeguarli alle funzioni, attività e competenze proprie.

Il riferimento è alla necessità di revisionare ed integrare il D.P.R. 761/79 con l’istituzione del:

  • ruolo delle professioni della ricerca sanitaria
  • ruolo delle professioni sociosanitarie (che comprenda i profili individuati dall’art.5 della legge 3/2018 e gli altri che verranno individuati ed istituiti);
  • ruolo delle professioni tecnico-ambientale
  • ruolo delle professioni della sanità pubblica veterinaria e sicurezza alimentare.

Questa innovazione legislativa – scrive Carbone - porrebbe, almeno per il ruolo delle professioni sociosanitarie, una immediata spendibilità contrattuale, senza alcun rinvio alla ipotizzata Commissione Paritetica per la riclassificazione, alla quale, casomai, andrebbe delegato l’individuazione di eventuali altri profili per tale ruolo e quant’altro si riterrà opportuno.

Per tutto questo Carbone ribadisce l’importanza dell’apertura di un tavolo di confronto, urgente e serrato, per un nuovo “Patto per il lavoro in Sanità” che individui soluzioni alle problematiche che la FIALS denuncia da anni e che ponga le basi per un “dignitoso” rinnovo contrattuale 2019-2021 in considerazione delle già definite risultanze dell’Aran sulla rappresentatività sindacale per lo stesso triennio.

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