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Oss, addio al ruolo tecnico. Fials e Migep scrivono al ministro

di Leila Ben Salah

Pubblico Impiego

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La piena attivazione dell’area delle professioni e del personale sociosanitario in sanità, necessita di conseguenti atti normativi, con adempimenti che iniziano il loro iter proprio dal ministero della Salute. Così il segretario generale della Fials, Giuseppe Carbone, in una lettera al ministro della Salute, Giulia Grillo e al coordinatore degli assessori regionali alla Sanità, Antonio Saitta, con la quale richiede un confronto sulla materia.

Carbone (Fials): Rivedere la formazione degli oss

carbone fials

Giuseppe Carbone, segretario generale Fials

Dopo anni di disattenzione da parte dei ministeri - riporta Giuseppe Carbone nella lettera - con l’articolo 5 della legge 3/18 si è contestualizzata e rilanciata l’istituzione dell’area delle professioni socio-sanitarie, indicando già i primi quattro profili che la compongono. Questo risultato veramente innovativo presuppone successivi adempimenti da compiere per dare concretezza, quanto mai necessari e attuali anche in questa fase contrattuale nel pubblico impiego e nei settori sanitari e sociosanitari privati e/o accreditati.

I quattro profili che rientrano nell’area sono quelli di:

  • educatore professionale
  • assistente sociale
  • sociologo
  • operatore socio sanitario

Per la questione del profilo professionale di operatore sociosanitario – spiega Carbone nella lettera - si può avviare a soluzione il suo incongruo attuale inquadramento nel ruolo tecnico; certamente se in questa nuova riconosciuta collocazione giuridica può trovare la corretta collaborazione e interazione con le professioni sanitarie e sociosanitarie, a mio parere, ministero della Salute e Regioni potrebbero avviare quel processo di perfezionamento contenuto già nello specifico tavolo ministeriale e mai attuato a iniziare dalla formazione, ribadendo sia la titolarietà delle sedi formative del Ssn che un’eguale formazione quanti-qualitativa a livello nazionale.

Insomma per la Fials occorre rivedere la formazione dell’oss in modo che si possa passare definitivamente dall’inquadramento nel ruolo tecnico a quello nelle professioni socio-sanitarie. Sarebbe necessario rivederne le competenze – dice infatti Carbone - prevedendo anche la loro implementazione con percorsi formativi successivi al diploma, stabilire un percorso formativo omogeneo sul territorio nazionale se del caso riordinando la formazione degli istituti professionali di servizio sociale, come già sperimentalmente molte Regioni hanno già attuato e come prevedeva uno specifico ordine del giorno nella passata legislatura, prevedendo che i primi anni siano dedicati alla formazione abilitante al profilo di oss e i successivi ad acquisire il diploma di maturità.

La questione è complessa ma non complicata – conclude Carbone - quanto mai attuale anche se soffre di troppi anni di assenza di risposte positive che, invece, ora possono essere fornite e pertanto le rinnoviamo una richiesta di confronto sulla materia, da estendere successivamente o da subito, come lei riterrà opportuno, con la rappresentanza delle Regioni.

Migep: L'area socio sanitaria è il futuro

Anche il Migep ha scritto al ministro e a tutto il governo Conte, chiedendo l'attuazione delle norme per il riconoscimento dell'oss nell'area socio-sanitaria.

L'area socio sanitaria per l'oss è il futuro - scrive Angelo Minghetti - il trampolino di lancio per la professione, che rispecchia l'impronta che si vuole dare a quello che oggi chiamiamo "sistema sanitario" e che via, via, la comunità scientifica sta improntando come "sistema salute", in un’ottica d’integrazione delle politiche sociali e sanitarie.

La formazione - continua - rappresenta un punto fondamentale al fine di dare attuazione al progetto di riorganizzazione della figura dell’operatore socio sanitario, valutando l’opportunità di istituire un istituto professionale specializzato, in modo che possa essere uniformata la formazione e deve essere affidata a docenti, e non a chi improvvisa la docenza senza avere le basi e la preparazione adeguata. Si chiede a tutti voi un impegno, definendo lo sviluppo professionale per infermieri generici e puericultrici dimenticati dalla legge 42/99 e da tutte le varie leggi susseguitesi; dare compimento definitivo ai testi riguardanti le professioni sanitarie e socio sanitarie (oss) contenute nella legge Lorenzin 3/18, dando piena attuazione alla legge 502/92 in tutte le sue parti.

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Giornalista

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