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Insufficienti 40 milioni di euro per personale sanitario

di Massimo Canorro

Pubblico Impiego

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Il segretario generale Giuseppe Carbone definisce una goccia nell’oceano gli ulteriori 40 milioni di euro stanziati da Stato-Regioni per il personale sanitario impegnato nella lotta al Covid-19 nel 2020. Lombardia, Lazio e Campania le regioni “sul podio”. Una media di 70 euro lordi per ogni operatore, lamenta il sindacato.

Covid, Fials: 40milioni per personale sanitario una goccia nell'oceano

Giuseppe Carbone, segretario generale Fials

Una goccia nell’oceano. Non ricorre a giri di parole Giuseppe Carbone, segretario generale della Fials, per “inquadrare” gli ulteriori 40 milioni di euro che – a seguito dell’ultima riunione della Conferenza Stato-Regioni, con l’intesa di tutte le parti – sono stati ripartiti per essere destinati al personale sanitario che è stato impegnato nel corso della pandemia.

Il sottosegretario alla Salute, Andrea Costa, ha affermato che tali fondi, provenienti dai risparmi di bilancio della Camera dei Deputati, rappresentano un ulteriore, tangibile riconoscimento a coloro che nel corso dell’anno sono stati in prima linea nella lotta al Covid-19.

Queste risorse saranno distribuite in modo proporzionale a ciascuna regione e provincia autonoma. Di parere opposto la Federazione italiana autonomie locali e sanità, nella certezza che questa somma non sarà di certo sufficiente per la remunerazione aggiuntiva del premio Covid al personale sanitario del Servizio sanitario nazionale impegnato durante l’emergenza pandemica.

Di più, specifica che questi 40 milioni di euro non sono davvero nulla, considerando che al massimo gli operatori in prima linea hanno ricevuto 2mila euro per il periodo marzo-dicembre 2020. Per non parlare del fatto che a molti ne sono giunti solo la metà, come è avvenuto in Puglia, se non addirittura nulla, come è successo in Calabria e Sicilia.

Ma non è tutto, poiché Carbone parla di vergogna nella vergogna, se riteniamo che le risorse stanziate dal decreto Cura Italia e dalla Legge di Bilancio 2021 rimandano esclusivamente al “premio Covid” 2020, mentre niente è previsto per l’anno in corso. Di conseguenza, alcune regioni – in particolare modo nel sud Italia o in piano di rientro (finalizzato a verificare la qualità delle prestazioni sanitarie nonché a raggiungere il riequilibrio dei conti dei servizi sanitari regionali) si sono astenute dal mettere in bilancio ulteriori “risorse aggiuntive premianti” come previsto dal decreto Rilancio.

Come Fials non resteremo a guardare, ammonisce Carbone, che chiede alla politica di risolvere, a stretto giro, il problema della scarsità delle risorse, nonché la mancata corresponsione del premio Covid e delle indennità a chi ha lavorato in trincea e prosegue a farlo, tra straordinari non pagati, riposi saltati e turni infiniti.

Tabella alla mano, sul podio dei 40 milioni di euro stanziati, al primo posto c’è la regione Lombardia (6.632.197 euro), seguita dal Lazio (3.872.898 euro) e – a breve distanza – dalla Campania che raccoglie 3.726.145 euro. Quindi, i restanti posti della top ten sono “occupati” dalla Sicilia (3.273.242 euro), dal Veneto (3.249.741 euro), mentre non toccano quota 3 milioni l’Emilia Romagna e il Piemonte (rispettivamente 2.975.722 e 2.954.051 euro).

All’ottavo posto c’è la Puglia con 2.653.238 euro, al nono la Toscana con 2.521.645 euro, mentre è decima la Calabria che porta a casa 1.279.032 euro. Dal decimo posto in poi si posizionano: Sardegna (1.098.709 euro), Liguria (1.076.303 euro), Marche (1.027.622 euro), Abruzzo (876.847 euro), Friuli Venezia Giulia (824.729 euro), Umbria (596.295 euro), Basilicata (375.674 euro), le province autonome di Trento e Bolzano, rispettivamente con 354.449 e 340.569 euro, Molise (206.724 euro). Fanalino di coda la Valle d’Aosta con 84.168 euro.

Leggere queste cifre – una media di circa 70 euro lordi ogni operatore sanitario per l’intero 2020 – aiuta a capire in cosa consiste la forza di investimento attuata per i fondi contrattuali dei dirigenti medici e sanitari e degli operatori del comparto sanità in questo delicato momento storico. Senza peraltro alcuna previsione da parte del Governo per il 2021, chiosa Carbone.

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