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Il punto sulla trattativa del rinnovo tra soddisfatti e non

di Massimo Canorro

Pubblico Impiego

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Nella giornata del 7 ottobre è proseguito il confronto per il rinnovo del Ccnl Sanità Pubblica (la trattativa è stata aggiornata al 20 ottobre). E mentre Cgil, Cisl e Uil ritengono al momento insoddisfacenti le risposte fornite dall’Aran – così come Fials e Nursing Up, che etichettano l’incontro come deludente – soddisfazione è stata espressa dal NurSind: Portiamo a casa risultati utili per gli infermieri.

Rinnovo CCNL Sanità, proseguono i lavori del tavolo di contrattazione

Rinnovo Ccnl Sanità, la seduta del 7 ottobre 2021

È proseguito nella giornata del 7 ottobre il confronto per il rinnovo del Ccnl Sanità Pubblica 2019/2021, giunto al quarto incontro, con la trattativa che è stata aggiornata a mercoledì 20 ottobre. Un appuntamento che la Fials ha considerato deludente perché molte delle nostre istanze non sono state accolte. Istanze sulle quali non intendiamo fare retromarcia. Non si può seguire il solo vantaggio del datore di lavoro, le parole del segretario generale, Giuseppe Carbone.

Sulla stessa linea il Nursing Up, che per voce del presidente Antonio De Palma valuta deludente il primo feedback dell’Aran. Lo ribadiamo senza mezzi termini: sbaglia chi dovesse pensare che scarsa sinergia e sintonia da parte del datore di lavoro, assenza di un concreto confronto dialettico sulle proposte sindacali, ed un atteggiamento molto rigido per trattare argomenti tanto complessi, possano essere la strada giusta per arrivare ai risultati di cui la sanità italiana ha bisogno, le sue parole.

Soddisfazione, invece, è stata espressa dal NurSind (che ha sempre chiesto di non bruciare le tappe): Portiamo a casa alcuni risultati utili per gli infermieri; infatti nella nuova bozza consegnata dall’Aran ai sindacati, sono diversi gli aspetti del contratto modificati e migliorati rispetto al documento iniziale.

Nell’occasione del confronto l’Aran ha inviato alle sigle sindacali due file contenenti la riproposizione aggiornata di altrettanti blocchi di articoli che erano già stati presentati in due incontri precedenti (il primo inerente parti delle relazioni sindacali e parti del rapporto di lavoro; il secondo che riguarda mobilità, tipologie flessibili del rapporto di lavoro e lavoro agile) e che sono stati, con modalità differenti e separate, oggetto di invio di osservazioni e proposte all’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni da parte delle organizzazioni sindacali.

Cgil-Cisl-Uil: inaccettabili alcune proposte avanzate dall’Aran

Modalità che, in ogni caso, sono differenti. Come rimarcato da Cgil, Cisl e Uil attraverso un comunicato unitario, evidenziando la scelta di interagire solo con il primo documento, quello più corposo per dimensioni e titoli trattati, così da spingere le parti datoriali a fornire risposte alle nostre sollecitazioni. Repliche che, allo stato attuale, le sigle sindacali ritengono insoddisfacenti, certo per i contenuti, ma ancor prima per l’approccio che può sembrare si stia tentando di dare al negoziato.

Premettendo che, nel corso dell’incontro, Cgil, Cisl e Uil hanno chiarito che la trattativa per il rinnovo del Ccnl sanità pubblica non si può considerare una trattativa standard, entrando nel merito hanno richiamato le controparti al rispetto degli impegni assunti dal governo attraverso il Patto per l’innovazione del lavoro pubblico e la coesione sociale del marzo scorso, a partire dai costanti richiami che nel testo ci sono ad un rinnovato valore e ruolo delle relazioni sindacali, valutando completamente incongruo l’approccio sul tema tenuto fino ad ora dalle controparti.

Lo stesso vale per l’approccio del tutto restrittivo adottato anche sugli altri temi, dall’orario di lavoro e istituti collegati, ai permessi e diritti individuali. L’evidenziata necessità di mutare passo ha evidentemente convinto il presidente dell’Aran, Antonio Naddeo, sulla necessità di produrre almeno un cambio di metodo; da qui la proposta di ripristinare le trattative in presenza considerando evidentemente quella modalità come più utile ad entrare finalmente in una trattativa più produttiva.

Fials: non permetteremo che riscrivano il contratto da soli

Come anticipato, anche la Fials – che sul rinnovo contratto sanità aveva scritto al ministro per la Pa, Renato Brunetta – non è uscita soddisfatta dall’appuntamento, rimarcando una serie di punti che ritiene imprescindibili. I professionisti che senza linee guida e Dpi hanno riorganizzato i reparti per affrontare il Covid, insieme al personale amministrativo, tecnico e professionale – ha ammesso Carbone – rivendicano un protagonismo ed una partecipazione maggiore alle scelte strategiche aziendali sia sull’organizzazione del lavoro (turnistica), sia sulle retribuzioni stipendiali ed indennità accessorie (percorsi di carriera). E ancor, relativamente alle assunzioni di altro personale, permessi giornalieri e welfare integrativo aziendale.

Stesso discorso sulla formazione del personale che, secondo la Fials, deve divenire un diritto soggettivo del dipendente ed una esigibilità del dovere della parte datoriale. Corsi Ecm, Fad, aggiornamento personale nell’ambio dell’orario di lavoro, con la riduzione di tre ore settimanali dedicate all’esclusiva attività di formazione professionale come per la dirigenza medica e sanitaria.

E ancora, secondo Carbone bisogna ridefinire l’istituto della “mensa” quale diritto per tutti i dipendenti, come l’obbligo per le aziende di pagare la tassa di iscrizione dei professionisti ai propri Ordini professionali essendo la loro attività di “esclusività” per le stesse aziende ed enti. Discorso analogo per quanto concerne l’assicurazione professionale per colpa grave, dando dignità ai turnisti, mediante la cancellazione della norma che riconosce solo ai non turnisti la corresponsione del lavoro straordinario per l’attività lavorativa nelle “festività infrasettimanali”.

Infine, il segretario generale della Fials ha rimarcato che in questo rinnovo contrattuale devono essere riconosciuti anche ai dipendenti del comparto sanità le agevolazioni contrattuali normative e giuridiche concesse ai medici, a partire dall’esonero della pronta disponibilità e lavoro notturno per i dipendenti “senior”, come la flessibilità dell’articolazione dell’orario di lavoro e permessi anche per i dipendenti eletti negli organi degli Ordini professionali.

Nursing Up: su trattativa rinnovo contratto pericolo muro contro muro

Un vero e proprio monito, invece, è quello espresso dal Nursing Up – a seguito del confronto – verso l’Aran: Vediamo serio il pericolo del profilarsi di un muro contro muro tra il sindacato, che lotta per i diritti degli infermieri e le altre professioni sanitarie, e le aziende pubbliche rappresentate dall’Aran medesima. Che negoziato è quello che si profila?.

Un interrogativo, questo, accompagnato da una serie di considerazioni. La pubblica amministrazione, attraverso l’Aran ha di fatto, almeno sino ad oggi, dato pochissimo riscontro alle richieste più importanti di parte sindacale, le parole del presidente De Palma. Certo qualche timida risposta è arrivata – incalza – ma si tratta di poca cosa, perché quei timidi riscontri favorevoli non si confrontano nemmeno lontanamente con l’ampio ventaglio di modifiche ed integrazioni che, invece, sono necessari per valorizzare concretamente il sistema salute, gli infermieri, ed il resto del personale delle professioni sanitarie che ne costituiscono la delicata essenza.

Da parte sua, il Nursing Up ha stigmatizzato proprio questo aspetto all’Aran, ed abbiamo anche sottolineato che non siamo disposti ad accettare di trovarci di fronte ad una posizione di rigida ed ostinata chiusura da parte delle Pa. Insomma, per come la vediamo noi, a fronte delle tante richieste di modifica ed integrazione avanzate dai sindacati in queste prime tornate di trattativa, l’Aran ha dato riscontro positivo solo su una parte molto piccola. Quello che tuttavia è sicuro, è che il Nursing Up è determinato a lavorare per un negoziato che conduca a riscontri “tangibili”.

Dalla programmazione dei turni alla mobilità, le "conquiste" NurSind

Al contrario, tra i risultati portati a casa dal NurSind nell’ambito della trattativa per il rinnovo del Ccnl Sanità Pubblica 2019/202 ce ne sono principalmente, tre. Al capo I, relativamente alla stipula del contratto individuale di lavoro ed alle voci che lo determinano all’atto della firma da parte del dipendente, NurSind ha chiesto ed ottenuto che insieme all’elencazione della tipologia del rapporto, data inizio e fine, retribuzione spettante, durata del periodo di prova – solo per fare alcuni esempi –, venga specificata non solo la sede, ma l’unità operativa di prima destinazione.

E ancora, al capo II, inerente all’orario di lavoro, NurSind ottiene che la programmazione oraria della turnistica deve essere di norma formalizzata entro il giorno 20 del mese precedente. Dal punto di vista giuridico mancava e manca una norma che imponga al datore di lavoro di comunicare in anticipo i turni di servizio, se non la normativa in materia di rapporto di lavoro che impone ai contraenti (datore e dipendente) di comportarsi, nell’esecuzione del contratto, secondo buona fede e correttezza. Anche il contratto fino ad adesso non aveva mai messo un paletto alla programmazione dei turni, con il risultato di programmazioni a volte anche giornaliere, impedendo di fatto agli infermieri la conciliazione del tempo vita-lavoro.

Infine, dopo la firma del Ccnl 2016-2018, NurSind aveva chiesto di far chiarezza su uno degli aspetti della mobilità molto utilizzato nel comparto sanità: la mobilità “per compensazione” o “per interscambio” che, con la disapplicazione delle precedenti norme, non trovava più presenza all’interno del contratto.

Ed ecco che nel corso dell’intervento al tavolo contrattuale, il segretario nazionale del NurSind, Andrea Bottega, ha affermato di aver colto dei segnali positivi come l’attenzione al personale sanitario turnista. Rimane aperta, però, la trattativa su pagamento festivo infrasettimanale, tetto massimo al numero delle reperibilità e recupero mancato riposo.

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