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Normativa

Decreto dignità e le nuove norme sul tempo determinato

di Chiara Vannini

Pubblico Impiego

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Il decreto dignità, approvato nelle settimane scorse, apporta alcune modifiche importanti riguardanti i contratti a tempo determinato. Ciò che è fondamentale sottolineare subito è che le norme inserite nella legge non riguardano i dipendenti delle pubbliche amministrazioni.

Contratti a tempo determinato le modifiche del Decreto dignità

Premier Giuseppe Conte

Il testo cita infatti che "le disposizioni degli articoli non si applicano ai contratti delle pubbliche amministrazioni, ai quali continuano ad applicarsi le disposizioni vigenti anteriormente alla data di entrata in vigore del presente decreto". Per i dipendenti pubblici, quindi, il testo di riferimento rimane il CCNL, ed in particolare la sezione inserita nel nuovo testo riguardante il tempo determinato

Tuttavia, il decreto dignità interessa tutti coloro che lavorano con contratti a tempo determinato, presso strutture di sanità privata.

Al titolo I, art.1 viene affermato che il contratto di lavoro subordinato deve avere un limite massimo di dodici mesi. Può essere di durata superiore, ma comunque non superiore ai 24 mesi, solo in condizioni di:

  • Esigenze temporanee e oggettive, estranee all'ordinaria attività per esigenze sostituite di altri lavoratori
  • Esigenze connesse a incrementi temporanei, significativi e non programmabili dell'attività ordinaria

La grande novità sta proprio nel nuovo limite temporale, che passa da 36 a 24 mesi.

Le proroghe totali del contratto possono essere massimo quattro e non più cinque. Diventa inoltre obbligatoria l'assunzione a tempo indeterminato per i contrati in cui, allo scadere dei 12 mesi, non viene indicata una delle causali sopra citate.

La legge ha effetto dal 14 luglio 2018, mentre per tutti i contratti stipulati precedentemente, è previsto un periodo transitorio fino ad ottobre.

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