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Rinnovo Ccnl Sanità, Proia: accordo innovativo

di Massimo Canorro

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Il consulente Aran, già dirigente del Ministero della Salute, non nutre dubbi: l’accordo sul rinnovo del Ccnl del comparto sanità 2019/2021, siglato al tavolo del negoziato con i sindacati, ha colto l’obiettivo di cominciare a dare risposte più avanzate alla valorizzazione dei professionisti sanitari e sociosanitari. Risulta innovativo e discontinuo. Evolve l’intuizione felice del precedente contratto.

Ccnl Sanità, Proia: passi avanti nella valorizzazione del personale

Francesco Saverio Proia, consulente Aran 

Già dirigente del Ministero della Salute e oggi consulente Aran, Francesco Saverio Proia fa il punto (su Quotidiano Sanità) in merito alla recente intesa contrattuale per il personale del comparto che, a suo parere, ha colto l’obiettivo di cominciare a dare risposte più avanzate nella direzione di valorizzare i professionisti sanitari e sociosanitari a seguito della tragica vicenda pandemica. Punto per punto, Proia spiega nel dettaglio perché, nella sua considerazione, il nuovo Ccnl Sanità è così innovativo.

Ricordando che nei precedenti contratti nazionali del personale ospedaliero e mutualistico, seppur ridotta, era presente una possibilità di evoluzione professionale – opportunità in seguito scomparsa nella contrattazione del personale del Ssn nonostante che la complessità delle professioni sanitarie e sociosanitarie richiedessero (e richiedono) l’acquisizione di ulteriori competenze specialistiche, avanzate e complesse – Proia ritiene che in questo rinnovo di contratto, invece, evolve l’intuizione felice del precedente Ccnl che aveva introdotto l’incarico professionale di professionista esperto e professionista specialista, purtroppo attivati, sinora, in poche aziende conquistando il diritto, già sancito non solo a tutta la dirigenza pubblica ma nello specifico a tutti i dirigenti medici e sanitari, che per la complessità delle proprie competenze, tra l’altro in continua evoluzione anche clinica e specialistica, per ogni laureato del comparto sanità sia riconosciuta una carriera sia professionale che organizzativa.

In modo tale – prosegue ancora – che, fin dal superamento positivo del periodo di prova nello specifico della carriera professionale, è previsto una graduazione dell’incarico professionale di complessità di base, media e alta con differenti range di importi economici.

Specificità dei laureati del ruolo sanitario

Proia fa quindi presente che in questa nuova carriera professionale si conferma la specificità dei laureati del ruolo sanitario, per i quali fa fede non solo la validità del requisito del master di coordinamento per l’incarico organizzativo ma anche l’incarico di professionista specialista in possesso del master in funzioni specialistiche, in quanto per essi e solo per essi questa tipologia di carriera e i relativi requisiti sono già fissati dalla legge e cioè dall’articolo 6 della legge 43/06; in questo quadro per essi è attestato anche l’incarico di professionista esperto in possesso di formazione programmata e realizzata in sede aziendale e non più regionale.

E ancora, gli incarichi professionali e organizzativi avranno uno specifico fondo aziendale. Vorrei ricordare – puntualizza Proia – che svolgere un incarico professionale di media e alta complessità presuppone che il laureato svolga competenze diverse dal profilo di base, quindi più complesse, avanzate o specialistiche con il dovuto riconoscimento che l’agire e il sapere dei laureati del comparto sanità è complesso ed in crescita continua. E questo, viene ancora puntualizzato, non solo per la continua evoluzione scientifica, tecnologica, ordinamentale e formativa del Ssn ma anche perché debbono con più efficienza ed efficacia rispondere a garantire la migliore risposta ai nuovi bisogni di salute individuale e collettiva.

Infermiere di famiglia e comunità: ruolo e competenze

Una risposta contrattuale, dunque, che diviene strumentale per l’attuazione di quanto programmato nel Patto per la Salute e nel Piano nazionale di ripresa e resilienza; un esempio per tutti – incalza Proia – è evidente in questa visione dell’organizzazione del lavoro in sanità il ruolo e le competenze descritte dal Patto per la Salute, dal Pnrr e dal DM/71 per l’infermiere di famiglia e di comunità, se dipendente dell’azienda sanitaria locale, proprio perché svolge competenze complesse, avanzate e specialistiche, non solo presuppone una ulteriore formazione post laurea, preferibilmente universitaria, ma anche il riconoscimento e il conferimento di un incarico di media o elevata professionalità». Un modello che, a parere del consulente Aran, è estendibile a tutti i professionisti che operino nelle Case di Comunità.

Rinnovato sistema degli incarichi

A questo proposito, Proia illustra che al riconoscimento “erga omnes” (nei confronti di tutti) del sistema degli incarichi ai laureati del comparto sanità ci si è giunti attraverso l’elaborazione, in tal senso, di tutte le piattaforme per il rinnovo contrattuale dei sindacati del comparto sanità, che, almeno, in questa parte è stata recepita ed acquisita anche dalla parte pubblica con particolare lungimiranza.

Ma vorrei ricordare che – senza nulla togliere al positivo valore delle proposte sindacali – in Parlamento era stata presentata una proposta di legge dalla senatrice Paola Boldrini con la quale, insieme al diritto alla libera professione intramuraria, veniva proposta una riforma ordinamentale che prevedeva per infermieri e le altre professioni del comparto un analogo sistema degli incarichi professionali così come delineato dall’intesa contrattuale.

Spendibili le nuove indennità previste

In questo senso, Proia fa riferimento sia alla riedizione dell’indennità di specificità infermieristica sia a quella di tutela del malato e promozione della salute con cui si riconosce l’apporto di tutte le altre professioni sanitarie e sociosanitarie all’attuazione del diritto alla salute, nonché a quella riguardante il personale del Pronto soccorso. Si tratta – termina – di indennità che valorizzano ed apprezzano la specificità e la diversità dei profili sanitari e sociosanitari all’interno del comparto sanitario.

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