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Firma accordo Pa, Faverin: "Il cambio di passo che volevamo"

di Redazione

Pubblico Impiego

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Nuove regole per nuovi contratti. È il cambio di passo che volevamo e che abbiamo ottenuto grazie alla mobilitazione coraggiosa e determinata di milioni di lavoratori pubblici. Abbiamo firmato un accordo sul pubblico impiego per una nuova stagione dei servizi pubblici, con i lavoratori per i cittadini. La maratona del lavoro pubblico continua, così Giovanni Faverin, segretario generale della Cisl Fp, dopo la firma dell’accordo sul lavoro pubblico sottoscritto ieri, 30 novemebre 2016, da Cgil Cisl e Uil con il Governo.

Giovanni Faverin, segretario generale Cisl Fp

La maratona del lavoro pubblico continua

È arrivata al termine di una lunga giornata di trattative la firma dell'accordo-quadro sul rinnovo dei contratti dei dipendenti pubblici.

Con l'intesa sottoscritta dal ministro della Funzione Pubblica - Marianna Madia - e dai leader di Cgil Cisl e Uil, Susanna Camusso, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo, si apre una strada nuova e impegnativa verso il riconoscimento professionale dei lavoratori pubblici. E verso un rinnovo di contratto con risorse per tutti, da aumentare nella contrattazione di posto di lavoro, evidenzia Faverin.

I lavoratori pubblici conteranno di più e saranno il motore della Pa 4.0

Prosegue così il segretario della Funzione pubblica Cisl, che ribadisce come questo accordo rivoluzioni le regole del gioco: da qui in avanti, come nel privato, saranno le parti a decidere le materie da regolare con la contrattazione. Vale a dire meno legge e più contratti per dare più valore alle competenze dei lavoratori anche nell’innovazione organizzativa che serve ai nostri enti.

Il governo si è impegnato nel triennio 2016-2018 a stanziare complessivamente 5 miliardi di euro per i rinnovi contrattuali (le soluzioni salariali indicate nelle linee guida fanno riferimento a un aumento contrattuale di 85 euro medie mensili). Superato anche il nodo dell'incrocio tra gli aumenti e il bonus fiscale di 80 euro, che riguarda circa 800mila lavoratori pubblici: nel contesto della contrattazione di secondo livello nei singoli comparti sarà stabilito come non far perdere il beneficio degli 80 euro ai lavoratori che attualmente percepiscono il bonus.

L’impegno del governo è chiaro: investire nelle professionalità e nelle competenze, con meno gerarchia, meno precariato, più formazione, più benessere organizzativo, più lavoro agile, più attenzione a chi può rendere davvero innovativi i servizi alle comunità

Di tale accordo ha particolare rilevanza la garanzia assunta dal governo di rinnovare i contratti dei lavoratori precari assunti dalle pubbliche amministrazioni in scadenza e l’impegno a superare il precariato con apposite norme all’interno della Legge quadro che dovrà essere prossimamente varata.

Welfare aziendale, decontribuzione dei premi di produttività e incentivo alla previdenza complementare anche nel pubblico impiego le altre conquiste sancite dall'accordo, spiega Faverin.

Con questo accordo si rimettono al centro le persone. Si darà un impulso vero alla partecipazione e al coinvolgimento cognitivo e motivazionale nei posti di lavoro. Cioè alla leva che spinge il cambiamento nel modo di lavorare e di organizzare i servizi a cittadini e imprese. Noi lo sosteniamo da tempo, ora anche il governo ha preso un impegno preciso con tutti i lavoratori pubblici, conclude il segretario generale della Cisl Fp. 

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