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Pubblico Impiego

Umbria: tempo divisa, 129 sanitari fanno ricorso

di Massimo Canorro

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Mancato pagamento dei tempi per il cambio divisa. Ragione per cui 129 operatori hanno presentato ricorso all’Usl Umbria 1. È quanto riportato all’interno di due delibere, con l’azienda sanitaria che ha deciso di affidare l’incarico di difesa al suo legale. Il tema, ovviamente, è nazionale. Eloquenti le parole di Massimo Coppia della Uil Fpl del Lario, Como e Lecco: È ridondante che un dipendente debba rivolgersi a un tribunale del Lavoro per vedersi riconosciuto di un diritto leso.

Tempo divisa è tempo di lavoro: infermieri Usl Umbria 1 fanno ricorso

Un'infermiera dell'AO Santa Maria in Umbria ha visto riconosciuto il tempo di vestizione quale parte integrante dell'orario di lavoro.

Il Nursing Up, congiuntamente agli altri sindacati, non ha mai fatto passi indietro sull’argomento, battendosi affinché ci sia il riconoscimento, come tempo lavorativo, di almeno 20 minuti per il tempo di vestizione/svestizione degli infermieri (ed altrettanti per il passaggio delle consegne). Strettamente collegato, dunque, il tema dei sanitari risarciti per il tempo divisa. E proprio sul mancato pagamento dei tempi per il cambio divisa, nelle ultime ore 129 sanitari hanno presentato ricorso all’Usl Umbria 1.

È quanto riportato all’interno di due delibere nelle quali l’azienda sanitaria ha deciso di affidare l’incarico al proprio legale conferendogli all’uopo ogni più ampia facoltà di legge inerente il mandato, ivi compresa quella di transigere conformemente alle condizioni di cui all’accordo sottoscritto il 9 dicembre 2021 tra le organizzazioni sindacali, Usl 1 e Usl 2. In quella data, infatti, come riporta una nota dell’Usl Umbria 2 pubblicata 24 ore dopo, due importanti accordi sono stati sottoscritti unitariamente dalle due aziende sanitarie dell’Umbria, Usl 1 e Usl 2 e da tutte le sigle sindacali, Cgil, Cisl e Uil, Fials, Fsi-Usae e Nursing Up. Il primo accordo riguarda il riconoscimento dei tempi di vestizione/svestizione e passaggio di consegne oggetto di numerosi contenziosi.

E ancora, per quanto riguarda il primo accordo, sempre il 10 dicembre dello scorso anno veniva fatto presente che l’Azienda Usl Umbria 1 e l’Azienda Usl Umbria 2 recepiscono in toto le clausole negoziali del Contratto nazionale del comparto sanità del 21 maggio 2018 che prevede un riconoscimento sia economico che in termini di computo dell’orario, all’interno del turno di lavoro, di 15 minuti per il personale sanitario che opera nei reparti ospedalieri, esclusa la dirigenza medica (5 minuti dedicati alla vestizione in entrata, 5 alla svestizione in uscita e ulteriori 5 minuti per il passaggio di consegne) e di 10 minuti per tutti gli altri operatori sanitari in cui le attività di vestizione/svestizione costituiscono un elemento necessario per lo svolgimento dell’attività assistenziale.

Tornando alla stretta attualità, il primo dei due ricorsi concerne 49 dipendenti tutti con qualifica di collaboratore professionale infermiere sanitario tranne uno che riveste la qualifica di operatore socio sanitario, hanno adito il tribunale ordinario di Perugia per il riconoscimento come orario di lavoro effettivo del tempo necessario per effettuare il cambio divisa e del diritto alla retribuzione dello stesso, chiedendo la condanna dell’ente al relativo pagamento.

Altri 80 dipendenti – per complessivi 129 sanitari ricorrenti – hanno chiesto la revoca o disapplicazione della disposizione del direttore amministrativo dell’8 giugno 2021 per l’accertamento del diritto alla retribuzione del tempo impiegato per vestizione/svestizione e passaggio di consegne e conseguente condanna dell’azienda al pagamento dei relativi importi.

Vedersi riconosciuto il tempo di vestizione quale parte integrante dell’orario lavorativo. Restando in Umbria è quanto ha ottenuto un’infermiera dell’azienda ospedaliera Santa Maria, con una sentenza del tribunale di Terni, dopo il pronunciamento della Cassazione, che nel luglio 2021 ha disposto 3.800 euro di risarcimento nei confronti della professionista sanitaria.

E ancora, tre mesi dopo, 84 operatori che hanno fatto causa all’Asst di Lecco hanno ottenuto, complessivamente, un risarcimento di 77mila euro. L’obiettivo è stato raggiunto, dunque, poiché il tribunale del Lavoro della città lombarda ha ritenuto legittima la loro richiesta, riconoscendo il tempo di vestizione quale parte integrante dell’orario lavorativo.

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