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Prelievo ematico difficile: Le Linee Guida per affrontarlo

di Muzio Stornelli

Procedure

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Ipotesi di richieste di risarcimento relative a svariati tipi di danno quali, ad esempio, prelievo ematico che determina il sorgere di ematomi. Sempre più spesso l’infermiere si trova a dover fare i conti con questa realtà, ma dalle recenti linee guida a cura del Journal of Nursing Infusion (2016) arrivano raccomandazioni preziose per la gestione di un prelievo ematico cosiddetto difficile.

Infermieri e prelievo ematico difficile: Le Linee Guida per non sbagliare

infermiere esegue la procedura di prelievo di sangue

Sempre più spesso ci troviamo ad assistere pazienti cosiddetti cronici, con un passato di ripetuti prelievi ematici per varie patologie, affetti da linfedema, o la cui circolazione può essere compromessa a causa di, ad esempio, radioterapia o fistole arterovenose.

Non solo: a quanto pare siamo sempre più spesso di fronte anche a procedimenti penali per lesioni personali: il report Promesa nella sua analisi relativa ai sinistri all’anno 2016 e primo semestre 2017, conferma “ipotesi di richieste di risarcimento relative a svariati tipi di danno quali, ad esempio, prelievo ematico che determina il sorgere di ematomi”.

In tema di lesioni personali, dando un taglio tecnico-legale al presente lavoro, partiamo da una sentenza storica relativa alle competenze dell’operatore addetto al prelievo ematico.

La Cassazione con la sentenza datata 21/02/1997 aveva così motivato: l’attività di prelievo ematico venoso, da un lato, non è di competenza esclusiva degli iscritti all’albo dei medici chirurghi come dimostra il fatto che essa rientra anche nelle competenze degli infermieri professionali e delle ostetriche, sulla base però di un ragionevole riconoscimento di competenze tecniche e professionali.

La terminologia attuale ha “ridotto” le competenze tecniche e professionali” a skills, acquisibili già nel corso di laurea in Infermieristica.

La letteratura è sicuramente più ricca e prolifica in tema di prelievo di sangue tramite i dispositivi di accesso venoso, visto che i rischi associati al prelievo da catetere venoso centrale includono una potenziale contaminazione intraluminale da manipolazione del connettore, una possibile occlusione o subocclusione del lume del catetere o anche errori nei valori di laboratorio errati secondari all’effetto di farmaci contenuti nel catetere stesso.

Complicanze queste che hanno portato alla implementazione di un bundle (provvisto di relativa checklist) che definisce la procedura del prelievo ematico da catetere.

A questo punto della lettura diventa opportuno, lineare e “giuridicamente corretto” proporre l’implementazione di un consenso informato al prelievo ematico venoso che vada ad informare l’utente circa gli eventuali effetti collaterali conseguenti alla venipuntura:

  • Gonfiore
  • Piccole lesioni
  • Ematoma
  • Infezione nel punto del prelievo
  • Vertigine o sincope neurogena.

Un consenso informato non ci rende certo immuni da eventuali azioni legali, in caso di danno o pseudo tale provocato all’utente, tuttavia ci permette di realizzare quella famosa e funzionale “alleanza terapeutica” così preziosa anche in presenza di uno degli effetti collaterali appena elencati.

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Commenti (2)

stornelli73

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3 commenti

Non stringere il pugno

#2

"Brusati", la ringrazio per la sua puntualizzazione.
La sua osservazione è corretta.
Nell'articolo relativo al "prelievo ematico difficile" si fa riferimento ad un documento relativo al 2016 (Journal of Infusion Nursing - Infusion Therapy Standards of Practice), nel quale in effetti si sconsiglia di far aprire e chiudere il pugno, proprio per evitare il rischio di iperpotassiemia.
Ecco i riferimenti
- Bailey IR, Thurlow VR. Is suboptimal phlebotomy technique impacting on potassium results for primary care? Ann Clin Biochem . 2008;45(3):266-269.
- Seimiya M, Yoshida T, Sawabe Y, et al. Reducing the incidence of pseudohyperkalemia by avoiding making a fist during phlebotomy: a quality improvement report. Am J Kidney Dis . 2010;56(4):686-692.
Nell'altro articolo "Prelievo ematico da puntura venosa: la corretta esecuzione, si fa riferimento invece ad un documento risalente al 2015.

brusati

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9 commenti

prelievo ematico difficile

#1

Ho notato una incongruenza tra quanto riportato nella pagina "prelievo ematico difficile linee guida" e la pagina "prelievo-ematico-da-puntura-venosa-la-corretta-esecuzione".

Nella prima si dice di non far stringere ripetutamente il pugno perchè potrebbe comportare il rischio di pseudo iperpotassiemia.

Nella seconda si dice:
"accerta la presenza di polso distale: se non è percepibile, allenta il laccio emostatico;
invita il paziente ad aprire e chiudere il pugno più volte;"